Festival di Fotografia Europea: appuntamento a Reggio Emilia

Alexis Cordesse, Syria, 2003, Courtesy of the author

Un’invincibile estate . S’intitola così la diciassettesima edizione del Festival di Fotografia Europea di Reggio Emilia, appuntamento ormai consolidato con il meglio della fotografia internazionale d’autore. Torna nei chiostri di San Pietro e di San Domenico e in vari spazi della città – dicono gli organizzatori – «all’insegna delle forze interiori che ci portano verso quell’invincibile estate al cuore dell’uomo» (dalla frase di Albert Camus da cui è tratto il titolo). Fino al 12 giugno Tim Clark e Walter Guadagnini, curatori della rassegna, propongono al pubblico i lavori dei protagonisti di quest’anno combinando sguardi internazionali e sensibilità differenti e mai banali.

Le sale dei monumentali Chiostri di San Pietro sono il fulcro del festival, ospitando ben dieci esposizioni, tra cui il progetto di Nicola Lo Calzo sui migranti nel Mediterraneo, quello di Hoda Afshar sugli straordinari paesaggi dell’Iran, quello del francese Alexis Cordesse sulla guerra civile siriana attraverso le fotografie personali scattate da coloro che vivono in esilio. E poi ancora l’inglese Ken Grant che punta l’obbiettivo sul distretto portuale nei dintorni di Liverpool e Jonas Bendiksen che riflette sul fotogiornalismo con un progetto che accorpa le fake news generate nella piccola e sconosciuta cittadina macedone di Veles per dimostrare – attraverso un misto di reportage classico, modelli di avatar 3D e sistemi di generazione di testo con intelligenza artificiale – che la disinformazione visiva confonde anche i professionisti dei media addestrati.

Chlo%C3%A9-Jaf%C3%A9_2.

Chloé Jafé, No title. Jun San. 2016, Osaka © Chloé Jafé

Da non perdere assolutamente la “mostra storica” di questa edizione, dedicata a Mary Ellen Mark, vera pioniera e fotografa documentarista che, dal 1964 fino alla morte nel 2015, ha realizzato saggi fotografici intensamente intensamente vividi e rivoluzionari che esplorano la realtà femminile.
Nel trentennale della scomparsa dell’emiliano Luigi Ghirri, che proprio dall’atmosfera e dalla luce metallica della Bassa ha tratto ispirazione per i suoi scatti-capolavoro, il festival presenta anche una mostra-omaggio a Palazzo dei Musei: In scala diversa. Luigi Ghirri, Italia in miniatura e nuove prospettive , a cura di Ilaria Campioli, Joan Fontcuberta e Matteo Guidi. Partendo dalla serie In scala realizzata da Ghirri in più riprese, dalla fine degli anni 70 alla prima metà degli 80, nel parco divertimenti Italia in Miniatura di Rimini, approfondisce i temi del doppio, della finzione e dell’idea stessa di realtà. Riportandoci indietro a un’Italia spensierata che forse non c’è più.