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Che i marchi di moda più affermati puntino e abbiano puntato sempre di più negli ultimi anni sugli accessori come fonte di ricavi integrativi, rispetto al solo abbigliamento, non è una novità. Che i prodotti beauty, e le fragranze in particolare, siano molto appetibili è una certezza; e se vi fosse qualche dubbio, è sufficiente osservare la grande quantità di firme che nell’ultimo triennio sono approdate ai profumi, per rendersene conto. Ma perché? Sicuramente generano un giro d’affari, in alcuni casi anche molto significativo, ma questa non è l’unica ragione. Il beauty è un ottimo ambasciatore dei valori del brand ed è accessibile, quindi soddisfa il desiderio aspirazionale del consumatore di entrare a far parte dell’universo della griffe senza spendere cifre mirabolanti. Acquistare i cosmetici delle maison è come assicurarsi una pizzico dello scintillio che si prova indossando un trench di Burberry, lo stesso che emana una fragranza ispirata ai profumi dei giardini londinesi dopo la pioggia e che trasforma il bottone del trench in tappo e il gabardine con cui è realizzato il capo in un fiocco apposto sul collo del flacone. La stessa magia che si prova portando una borsa di Chanel, viene ricreata scegliendo un rossetto della maison che prende il nome dalle persone care a Mademoiselle: così facendo, si entra metaforicamente a far parte della cerchia della mitica Coco. E chi ha apprezzato il mood senza tempo della pochette Knot di Bottega Veneta, non può non amare l’omonimo profumo con l’iconico nodo sul tappo.

L'intervista 

UN PIACERE A CUI NON SI RINUNCIA
Riccardo Ferrari, General Manager di Bpi

Non è quindi un caso che la griffe Proenza & Schouler abbia siglato un accordo di licenza per la realizzazione di profumi con L’Oréal, né che il prossimo autunno sia previsto il lancio da parte di Bpi, società del Gruppo Shiseido, di un profumo maschile e di un femminile di Zadig & Voltaire. Di recente hanno fatto, invece, la loro comparsa sul mercato lo stilista Usa Michael Kors (protagonista del numero di maggio 2016 di Business People), che propone alcune fragranze e una linea make up, realizzate con il Gruppo Estée Lauder, mentre è ancora più recente la prima creazione olfattiva di Azzedine Alaïa, in collaborazione con Bpi. Prima ancora si sono affacciate nel profumato panorama del beauty altri due pezzi da 90, come Marni con il Gruppo Estée Lauder ed Elie Saab con Bpi.
Senza voler essere esaustivi – impresa non facile, data la numerosità di licenze inedite apparse sul mercato – non si possono trascurare, alcuni esempi di successo. È il caso di Dolce & Gabbana, che ha sviluppato prima una serie di profumi con l’italianissima Euroitalia e poi, sull’onda dei risultati positivi riscontrati, con Procter & Gamble ha allargato l’offerta beauty dall’alcolico fino al make up e allo skincare. Una strada tentata più di recente anche da Gucci. E che dire di Tom Ford? Lo stilista ha stretto una partnership con Estée Lauder Companies con le quali ha realizzato una serie di fragranze che hanno incontrato il gusto di molti consumatori e una linea di maquillage trattante. Tutti esempi di brand che hanno fatto tesoro anche nel beauty della notorietà di stilisti e marchi molto affermati. Un percorso differente è quello compiuto, invece, da Narciso Rodriguez, stilista sconosciuto ai più in Italia ma che – merito di una fragranza innovativa e di un modello distributivo basato sulla selettività, sulla partnership con la profumeria e sul passaparola – ha saputo conquistarsi la leadership delle vendite (vedi intervista).
Il panorama delle licenze è piuttosto complesso e in costante mutamento. Proprio per dare un quadro anche visivo della diversificazione e della mobilità del settore, Business People vi propone una mappatura aggiornata dei brand, in attesa che la maxi operazione di fusione tra Coty e P&G Prestige – che entro fine anno dovrebbe delinearsi del tutto – venga portata a termine.