Franco Tavelli, presidente di Gardagolf Country Club

Presidente, nel panorama dei golf club italiani Gardagolf è una realtà molto ben posizionata, sia dal punto di vista tecnico che della capacità di accoglienza. Quali caratteristiche del suo club sceglierebbe per attrarre un giocatore che non lo conosce?

Gardagolf Country Club nasce 27 anni fa per opera degli architetti inglesi Cotton, Pennink, Stell & Partners. Le 27 buche si estendono su 110 ettari, collocati tra le ricercate bellezze del territorio. Il campo gode di una qualità di manutenzione straordinaria, che gli è valsa il privilegio di ospitare due Open d’Italia maschili (1997-2003) e uno femminile nel 1990. Certamente costituisce una forte attrazione per i golfisti e non solo.

Il golf italiano non riesce a esprimere tutto il suo potenziale, nonostante un’offerta, oltre ai tanti percorsi, fatta di cultura, enogastronomia eccellente, scorci incantevoli, storia appassionante. Gardagolf in questo può essere considerato un’eccezione?

Non tutti sanno che il lago di Garda è riconosciuto a livello europeo come una delle mete turistiche di maggior valore. La regione golfistica “Lago di Garda” è certamente una meravigliosa attrazione e la novità è la nascita di un’associazione di cui fanno parte quasi tutti i circoli del luogo, che lavoreranno tra di loro per un progetto di collaborazione a lunga scadenza. È nato “Golf Region Lake Garda”, in cui si uniscono otto golf club ai massimi livelli (in ordine alfabetico Arzaga, Bogliaco, Chervò San Vigilio, il Colombaro, Colli Berici, Franciacorta, Gardagolf e Paradiso del Garda) in grado di offrire 180 buche e di entusiasmare giocatori di ogni livello. In Italia i giocatori di golf hanno finalmente la possibilità di provare campi differenti con combinazioni e sconti che renderanno gradevole la loro vacanza, e aumenteranno il piacere di una parentesi golfistica ad alto livello.

In tempi in cui il contesto generale e quello golfistico non attraversano un momento florido, Gardagolf costituisce un caso a sé presentando nel conto economico una quota significativa di green fee…

È vero, produciamo circa 800-900 mila euro di green fee annui. Il nostro conto economico si distribuisce tra quote associative (60%) e green fee (40%).

 

Il binomio golf-territorio può rappresentare un’occasione vincente, con prodotti tipici e location, per attirare sponsor per le tanto amate gare. Avete iniziative specifiche in questo senso?

Abbiamo da sempre avuto il privilegio di ospitare gare di golf prestigiose come quelle organizzate da Rolex, Bmw, Mercedes ma anche aziende locali come Fasoli, Rbm ecc. Non abbiamo un programma specifico per gli sponsor, anche perché, soprattutto in questo momento storico/sociale, è molto difficile far capire alle aziende il ritorno che potrebbero avere dalla sponsorizzazione.

L’autunno-inverno rappresenta per molti golfisti un periodo in cui fare i conti con temperature e condizioni generali poco favorevoli. Gardagolf ha un clima che garantisce green e fairway che in molte zone si trovano solo in primavera. Sono previste iniziative speciali per attrarre giocatori dalle regioni meno fortunate?

La nostra è un’area con un microclima speciale. In altre parole, è possibile giocare dodici mesi all’anno, se non si incontrano inverni particolarmente rigidi, e comunque il periodo favorevole è molto più lungo che in gran parte dell’Italia settentrionale. Per cui sì, abbiamo delle condizioni molto favorevoli per coloro che volessero venire a giocare anche nei mesi freddi.