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Salviamo i giovani dalle famiglie

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Mercoledì, 05 Ottobre 2022
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Era difficile prevederlo solo pochi anni fa, ma oggi è un dato di fatto: dovremo abituarci a vivere in contesti totalmente instabili. Pandemie, guerre, crisi politiche ed economiche, la “rivolta della natura”, nonché una deriva sociale da considerare attentamente, stanno creando una sorta di globale insicurezza. Volenti o nolenti, le nuove generazioni avranno il compito di sviluppare nuovi stili di vita, capaci di rendere la persona abile nel confrontarsi con momenti molto differenti da quelli vissuti finora. I giovani sono da sempre il motore del cambiamento, ma – oltre alla formazione scolastica – a garantire il loro percorso saranno elementi come il possedere un forte spirito di adattamento e una decisa e pragmatica volontà nel ricercare autonomia, consensi e gratificazioni reali. Essenziale sarà poi l’aiuto che la nostra generazione saprà dare loro.

D’altra parte, abbiamo anche noi delle responsabilità, probabilmente le più pesanti… Sarebbe, ad esempio, controproducente ritenere che i nostri figli non debbano commettere errori di percorso, visto che sono necessari a costruire quella maturità che null’altro è che la garanzia di vivere conquistandosi spazi fondamentali per il proprio futuro. Che il nostro Paese debba fare ancora grandi progressi in quest’area è conclamato, ma si dovrà accelerare e non poco; ritengo anche che senza l’aiuto delle famiglie non si potranno avere veloci e tangibili sviluppi. Uno dei problemi è senza alcun dubbio quest’anima tipica provinciale italiana dove il figlio deve essere accudito, servito e riverito in modo assolutamente controproducente per il progetto futuro. Grazie al cielo, oggi le occasioni per uscire dal “contesto ristretto” sono numerose, ed è innegabile che i ragazzi più ispirati e aiutati a riflettere sul domani e sulle responsabilità che il percorso di vita presenta, affrontino il cammino in modo diverso, con maggiore e concreta lucidità. Siamo anche consapevoli che ogni passo nello sviluppo personale richiede soprattutto una forte volontà nel confrontarsi e accettare culture e pensieri differenti. Ma come potranno farlo se la nostra partecipazione educativa non garantirà loro stimoli corretti e necessari?

È un tema complesso, che va considerato! Questa società, che vuole a ogni costo esaltare il superfluo e nascondere le logiche difficoltà esistenziali, non aiuta. Ci sono giovani viziati, difesi dagli stessi nuclei famigliari, che con comportamenti arroganti e presuntuosi vivono il presente senza rendersi conto del male che fanno – in prospettiva – a loro stessi. Ma non è tutto così! Abbiamo università e contesti lavorativi partecipati da ragazzi moderni, profondi, efficienti; capaci di ascoltare, scegliere e “sentire” il progresso. Sono questi i giovani ai quali va dato grande rispetto e reale supporto. Saranno “guide” nel prossimo futuro perché meritevoli e ispirati da sensibilità, riguardo e tenacia. Sanno perfettamente che ci vorrà tempo e tanto impegno per realizzare i loro sogni, ma dedicarsi a un proprio progetto riempie la testa e il cuore. Ed è allora che tutto sarà possibile.

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Anno XVII n 12 dicembre 2022
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