Che le sorti dell’Italia dipendano anche dalla capacità del Paese di sfruttare il fattore donna si dice ormai da più parti. Ora il Consiglio europeo fornisce all’Italia la ricetta perché l’assunto diventi realtà. Come sottolinea nel suo rapporto sulla (dis)occupazione nel Vecchio Continente, in Italia il basso livello di occupazione femminile è causato anche dai “disincentivi fiscali al lavoro delle persone che costituiscono la seconda fonte di reddito familiare”. Ovvero le donne. Secondo l’Ue la norma che vuole che quando uno dei due coniugi guadagni più di 2.840 euro lordi l’anno, l’altro perda le detrazioni per il coniuge a carico, disincentiva il lavoro femminile, lo rende meno vantaggioso. Una situazione che secondo l’Ue va eliminata “entro il marzo del 2015”.