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Prima le dipendenti più in là con l'età, poi le più giovani. A turno. Così in Giappone le aziende avrebbero risolto il problema delle "assenze per maternità". E se la gravidanza arriva imprevista? È quanto successo a una coppia, che ha fatto emergere il caso. Lui, lettore del quotidiano Mainichi , ha raccontato della sua preoccupazione per la moglie, rimasta incinta senza rispettare l'ordine imposto dal suo datore di lavoro, il responsabile di – udite udite – un asilo nido. Nonostante le scuse per la gravidanza non pianificata, la donna è stata infatti tacciata di egoismo e mancato rispetto delle regole. Un caso privato che ha alzato il velo su una pratica purtroppo molto in voga nel Paese del Sol Levante, già noto per le morti da superlavoro e dove la denatalità ha raggiunto livelli record: otto nati ogni mille abitanti lo scorso anno.
Naturalmente si tratta di un'abitudine del tutto illegale, ma c'è poco che le donne possano fare per combatterla. Anche quando si decidono a fare causa, infatti, i risarcimenti riconosciuti sono davvero contenuti, come ha spiegato al Times  Toko Shirakawa, membro di una commissione di esperti incaricata dal governo nipponico di elaborare misure per migliorare gli ambienti di lavoro.
Il problema della discriminazione di genere sul lavoro, in Giappone, è molto serio. Se si guarda alla classifica Global Gender Gap redatta dal Work Economic Forum, il Paese non fa che perdere posizioni anno dopo anno. Nel 2017 è addirittura sceso al 114esimo posto, tra Guinea ed Etiopia.