Europa a corto di lavoratori qualificati

È un paradosso. In un momento storico in cui molti non hanno un lavoro, in Europa ci sono aziende che non riescono a trovare dipendenti e non dispongono di manodopera sufficiente a soddisfare le richieste del mercato. Tutta colpa della mancanza di qualificazioni e specializzazioni, che rendono molti aspiranti lavoratori inadatti a ricoprire certi ruoli. La conferma arriva dagli ultimi dati Eurostat: oggi, infatti, con lo stesso livello di disoccupazione di qualche anno fa, la percentuale di posti vacanti è più alta. Segno che il cosiddetto mismatch, ossia il disallineamento tra le competenze richieste dalle aziende e quelle offerte dai lavoratori, si sta accentuando.
 

Un fenomeno anche italiano

Secondo un’analisi di Julien Marcilly, capo economista di Coface (Agenzia di credito all'esportazione) sono tre i settori più colpiti da un’offerta di lavoro inadeguata alla richiesta: automotive, trasporti e costruzioni. Ma in realtà nessun comparto è immune. Il fenomeno riguarda in modo particolare Francia e Germania, anche se in generale è tutta l’Europa a esserne interessata.
Anche l’Italia segue lo stesso trend. Infatti, se nel primo trimestre 2017 il livello di vacancies (per le aziende con più di 10 addetti) era dell’1% con una disoccupazione al 10,6%, nel secondo trimestre 2012 i posti vacanti erano pari allo 0,5% con un tasso di disoccupazione praticamente uguale (10,5%).