Il Colosseo contribuisce per 1,4 miliardi di euro all'anno all'economia italiana (in termini di contributo al pil) come attrazione turistico-culturale e ha un valore sociale pari a circa 77 miliardi. Non è solo il monumento più visitato nel nostro Paese, ma un’icona di interesse globale: solo nel 2019 lo hanno visitato oltre 7 milioni di persone provenienti da tutto il mondo. Sono dati resi noti da Marco Vulpiani, Partner e responsabile dell’area Valuation, Modeling & Economic Advisory di Deloitte Central Mediterranean, nel commentare in anteprima lo studio “The value of an Iconic Asset. The economic and social value of the Colosseum” condotto dal team Italiano di Economic Advisory, specializzato in analisi di valore ed impatto economico-sociali.

«Oltre ai suoi benefici diretti, il Colosseo genera un valore d’uso indiretto, ovvero un valore intangibile connesso al piacere della sola vicinanza e vista di un’opera iconica unica e magnifica, il cosiddetto valore edonico, così come evidenziato dai prezzi delle unità immobiliari in prossimità del sito», aggiunge Vulpiani. «Sulla base delle transazioni osservate nel mercato immobiliare nelle vicinanze dell’asset ed attraverso la costruzione di un modello econometrico dedicato, abbiamo stimato che il valore d'uso indiretto del Colosseo, stimato con il metodo dei prezzi edonici, è pari a oltre 400 milioni di euro.

Infine, rimaneva da stimare il valore del Colosseo come asset sociale (il c.d. “Social Asset Value”), ossia il valore che la società riconosce alla sua stessa “esistenza”. Infatti, nel valutare un asset iconico così importante del patrimonio culturale mondiale non ci si può limitare a considerare soltanto i benefici finanziari che questo può produrre, ma anche il valore connesso alla importanza che la società riconosce all’esistenza del bene, per tutti i benefici emozionali che generati dalle sue caratteristiche di asset “iconico” unico al mondo, con oltre 2000 anni di storia, il cosiddetto valore di esistenza. Come misurare tale valore? Riferendosi a quanto la collettività sarebbe disposta a pagare (la cosiddetta “Willingness To Pay”) per preservare il bene, attraverso l’utilizzo di tecniche valutative riconosciute per la valutazione di asset culturali e basate su una survey dedicata.
Dalla survey condotta da Deloitte per stimare il valore sociale del Colosseo, è emersa in modo evidente l’importanza riconosciuta all’asset dalla società. Il 97% degli intervistati ritiene molto importante od importante l’esistenza del Colosseo. L’87% degli intervistati ritiene che il Colosseo rappresenti l'attrazione culturale più importante del nostro Paese; il 92% concorda sul fatto che il Colosseo debba essere preservato in ogni circostanza. Inoltre, oltre la metà (il 52%) considera il Colosseo come il fattore principale nella decisione di visitare Roma, nonostante l’immensità del patrimonio storico e culturale della nostra città. Infine circa il 30% degli intervistati ritiene che solo gli Italiani dovrebbero pagare per la conservazione del Colosseo mentre per il restante 70%, visitatori e tutti nel mondo dovrebbero contribuire per la preservazione del Colosseo, confermando il valore riconosciuto globalmente al nostro asset iconico. 
«Attraverso il metodo del Contingent Valuation Method, che si basa sulla Willingness To Pay rilevata dalla survey condotta, è stato stimato un valore di esistenza pari a 75,7 miliardi di Euro che sommato al valore connesso ai ricavi da esso generati (il c.d. valore economico di transazione) di 1,1 miliardi, conduce ad un valore complessivo del Colosseo come Asset Sociale pari a 76,8 miliardi di Euro», conclude Marco Vulpiani Deloitte.