Smart home: il mercato riprende a correre in Italia

Un mercato in netta espansione, ma ben lontano dai livelli di altri Paesi in Europa, che viaggiano con valori nettamente superiori. È questa la fotografia scattata dall’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano sul mercato Smart Home in Italia. Sulla base dei dati appena presentati, il settore ha ripreso a correre dopo una leggera flessione nel 2020 e, lo scorso anno, ha registrato una crescita del 29% per un valore complessivo di 650 milioni di euro, superando anche i livelli pre-Covid. Benché sostenuta, la crescita potrebbe essere stata anche più elevata: la carenza di semiconduttori e materie prime ha pesato per 75 milioni di euro di mancate vendite.

Il mercato italiano resta comunque lontano dai primi in classifica a livello europeo. Allungano il passo Regno Unito (4 miliardi di euro, +43%) e Germania (3,9 miliardi di euro, +37%), mentre l’Italia accorcia le distanze dalla Francia (1,3 miliardi di euro, +16%) e incrementa il suo distacco rispetto alla Spagna (480 milioni di euro, +14%, 10,1 €/abitante).

Smart home: i dispositivi più acquistati in Italia 

smart home Osservatorio Internet of Things

© Politecnico di Milano

Gli elettrodomestici guidano il mercato con una quota pari al 21% (135 milioni di euro) e un tasso di crescita del +35%, grazie a un progressivo ampliamento dell’offerta e boom di vendita di alcune tipologie di piccoli elettrodomestici come robot aspirapolvere e purificatori d’aria. Seguono  gli smart speaker, un comparto da 130 milioni di euro (20% del mercato, +25%), in cui gli acquisti si stanno orientando sempre più su dispositivi dotati di display, il 25% degli speaker venduti nel 2021, il 40% in termini di valore. Rimane però molto da fare per abilitare una vera integrazione con la smart home: in Italia solo l’11% dei possessori di smart speaker utilizza questi dispositivi per gestire altri oggetti smart in casa

In forte ripresa, le soluzioni per la sicurezza, al terzo posto nel mercato (19%, 125 milioni di euro), con una crescita del +20% che non permette ancora di colmare il gap rispetto al 2019.Un mercato trainato da soluzioni hardware quali videocamere, sensori per porte/finestre e serrature connesse, anche se si osservano sempre più offerte legate ad abbonamenti che consentono di archiviare su cloud immagini e video, di fare chiamate automatiche di emergenza o attivare servizi di pronto intervento in caso di allarme. Il consumatore pone l’aumento della sicurezza in casa al primo posto tra i motivi che contribuirebbero alla scelta di acquistare oggetti smart in futuro (44% dei rispondenti).

Smart home Osservatorio Internet of Things

© Politecnico di Milano

Seguono, in termini di incidenza sulle vendite, le caldaie, i termostati e i condizionatori connessi per la gestione del riscaldamento e della climatizzazione con 110 milioni di euro (17%, +45% rispetto al 2019), l’area che cresce di più nel mercato, favorita in particolare dalla vendita di numerose caldaie connesse, spesso abbinate ai termostati smart, che beneficiano di incentivi Superbonus ed Ecobonus, e dalla possibilità di ottenere benefici nel risparmio energetico e comfort. La rimanente quota del mercato è costituita da casse audio (9%, +20%), lampadine (8%, +25%), le smart plug (prese elettriche, 2%, +30%) e dispositivi per gestire tende e tapparelle da remoto (2%, +45%).