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Volete meno tasse? Lavorate di più. E investite in Borsa. Incredibile ma vero, i principi del capitalismo spinto tornano ad affacciarsi in Scandinavia, regno della socialdemocrazia. In particolare, siamo in Danimarca dove il ministro dell'Economia, Brian Mikkelsen, ha proposto questa ricetta "rivoluzionaria" - ma mica poi tanto - alla richiesta di abbassamento delle tasse da parte della popolazione. Copenaghen, infatti, ha il primo posto nella classifica della pressione tributaria nell'area Euro (ma l'Italia detiene senza dubbio quello della maggiore fantasia). 

LAVORARE DI PIU' E FARE IMPRESA: LA RICETTA ANTI-TASSE DANESE

Chissà quanto questa proposta, che arriva da uno dei politici più ricchi del Paese, rovinerà la giornata ai cittadini danesi, famosi in tutto il mondo per la loro "hygge". Sì, l'abitudine ad accontentarsi e di vivere come comunità che ha reso la Danimarca il Paese più felice al mondo. A contribuire alla hygge è anche il sistema di welfare che si basa proprio sull'alta tassazione, che arriva al 47% del pil. 

La ricetta del ministro Mikkelsen prevede dunque un'autentica rivoluzione culturale, il passaggio dalla mentalità collettiva a quella imprenditoriale, compresa l'apertura agli investimenti in Borsa. «Vogliamo creare una cultura collettiva in cui la gente sia piú indipendente e intraprendente» le parole di Mikkelsen, «il combustibile che fa marciare una società e le consente di avere buoni servizi pubblici è quello di un Paese dove la gente sia pronta a lavorare più a lungo, anche tutti i giorni». Per avere meno tasse vale la pena di rinunciare alla felicità?