Fmi, l’Italia deve evitare incentivi e ricostruire cuscinetti sui fondi

Quello che attende l’Italia è un futuro economicamente e politicamente incerto. L’allarme arriva dal Fondo monetario internazionale, il Fmi, che taglia le previsioni di crescita, più di quanto non abbiano già fatto altre istituzioni: rispetto alle stime di aprile, le abbassa dello 0,3% per il 2018, portandole all’1,2%, e di 0,1 punti percentuali per il 2019, portandole all’1%. Per quali ragioni? Sicuramente nelle analisi degli specialisti ha giocato un ruolo determinante il rallentamento dell’economia di tutta l’Europa. Ma a questo fattore generale, se ne aggiunge uno peculiare, solo nostro, che il Fmi spiega nel documento che ha preparato in vista del G20 di Buenos Aires: “gli spread più ampi sui titoli di Stato e le più strette condizioni finanziarie in seguito alla maggiore incertezza politica e che dovrebbero farsi sentire sulla domanda interna”.

Le soluzioni proposte dal Fmi per l’Italia

Per il Fmi però non è solamente la situazione italiana a essere critica. In generale, devono fare attenzione tutti i Paesi in cu i conti pubblici “sono su una traiettoria insostenibile e il deficit è eccessivo”, come gli Stati Uniti, e quelli in cui “la posizione è vulnerabile alla perdita di fiducia del mercato”, come appunto l’Italia: in questi casi dovrebbero essere evitati gli stimoli di bilancio pro-ciclici e, al tempo stesso, dovrebbero essere ricostruiti dei cuscinetti di bilancio. Gli specialisti del Fondo monetario internazionale raccomandano ai Governi di perseguire politiche in grado di sostenere la crescita di lungo termine e capaci di ridurre gli squilibri esterni e contemporaneamente di costruire spazi di bilancio.