Crisi Covid superata Pil italiano superiore al livello medio del 2019

Il cortile interno del Ministero dell'Economia e delle Finanze, in via XX Settembre a Roma (© MEF_Gov)

Crescita “robusta” per il Pil italiano. Attraverso una nota, il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) ha evidenziato come dopo il rallentamento di inizio d’anno, nel secondo trimestre 2022 l’economia italiana ha messo a segno una crescita congiunturale del Pil pari all’1% e un aumento del 4,6% rispetto al corrispondente periodo del 2021. La crescita annuale acquisita (ovvero l’evoluzione che si registrerebbe se il Pil restasse invariato nella seconda metà dell’anno) è pari al 3,4%, superiore al 3,1% previsto nel Documento di economia e finanza.

Il MEF sottolinea che il “notevole incremento del Pil nel secondo trimestre” si è verificato in un contesto di grande difficoltà per via della guerra in Ucraina, dell’impennata dei prezzi internazionali dell’energia e dei prodotti alimentari e del rialzo dei tassi di interesse a livello globale. L’ulteriore rafforzamento dell’attività nel settore dei servizi è stato favorito dall’eliminazione della gran parte delle misure restrittive legate al Covid-19. L’industria ha beneficiato di un andamento nel complesso favorevole sia del commercio internazionale che della domanda interna, anche per gli investimenti. 

L’economia italiana è stata sostenuta anche dai corposi interventi realizzati con la Legge di Bilancio 2022 e con i numerosi decreti emessi dal Governo. Tali misure, si precisa nella nota del Ministero, hanno permesso di attutire l’impatto del rialzo dei costi dell’energia sulle famiglie e sulla competitività delle imprese. Sono stati inoltre varati interventi di politica industriale, quali quelli a sostegno del settore dell’auto, e si è intensificato il dialogo con le imprese allo scopo di valorizzare gli strumenti di incentivazione agli investimenti e all’innovazione. Seppure in un contesto segnato dalle tragiche vicende in Ucraina, il clima di investimento in Italia resta positivo.

Il recupero dalla crisi causata dalla pandemia può dirsi completato, giacché il Pil nel secondo trimestre è risultato nettamente superiore al livello medio del 2019. È ora necessario continuare a sostenere il potere d’acquisto delle famiglie e la competitività delle imprese nella seconda metà dell’anno, nonché proseguire nell’opera di attuazione del PNRR e di impulso agli investimenti e all’innovazione.