Monitoraggio Isee: con più controlli meno “nullatenenti”

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Un Isee più equo nel distribuire prestazioni sociali agevolate, ma soprattutto più attento nei controlli. È bastato l’avvertimento di accertamenti più severi nelle dichiarazioni degli italiani per far crollare il numero di persone che dichiarano di non possedere un conto in banca per avere accesso a una serie di prestazioni sociali agevolate o migliori condizioni per i servizi di pubblica utilità come telefono, luce e gas.

Meno poveri con gli accertamenti fiscali

In base a un’analisi pubblicata dal Corriere della Sera , la riforma avviata a inizio 2015 sull’Isee – che permette di controllare quanto dichiarato dal richiedente con i dati sui conti corrente, altri rapporti finanziari che istituti come banche, poste e altri intermediari sono obbligati a comunicare all’Agenzia delle Entrate – ha fatto crollare il numero di contribuenti nullatenenti, passati dal 66,8 al 14,1% nel 2015, ma la diminuzione è proseguita anche l’anno successivo, arrivando al 5,9%.

Dall’analisi del quotidiano sul Rapporto di monitoraggio sull’Isee relativo al 2016, emerge inoltre un aumento della media del valore del patrimonio mobiliare dichiarato: già nel 2015 era più che raddoppiato, passando da 6.800 a 14.700 euro; nel 2016 è arrivato a 17 mila euro. Nello stesso rapporto si sottolinea come il forte aumento del patrimonio mobiliare medio è dovuto sostanzialmente a patrimoni precedentemente non dichiarati. I livelli di “emersione” della ricchezza sono comuni in tutta Italia, ma è nel Mezzogiorno che si evidenziano veri e propri “miracoli”: se al Nord le dichiarazioni di patrimonio nullo sono passate dal 9% del 2015 al 4,2% del 2016, al Sud il calo è stato dal 19,6% al 7,5%.

Isee: richieste per 4,5 milioni di famiglie

In generale, dall’ultimo rapporto di monitoraggio si evidenzia una crescita del 6% delle richieste Isee rispetto all’anno precedente. Nel 2016 sono stati oltre 4,5 milioni di famiglie a presentare dichiarazioni a fini Isee, pari a un totale di oltre 14 milioni di individui (il 23,4% della popolazione residente). Le richieste maggiori sono nel Sud Italia, dove una persona su tre è coperta da Isee (30,4%), mentre al Nord è circa una persona su cinque a usufruire dei servizi (18,1%). Rispetto al passato, però, la distribuzione territoriale è molto più omogenea.