Aziende italiane: torna l’ottimismo

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Restiamo sotto la media globale, che vede il 69% delle imprese di tutto il mondo ottimista su una ripresa economica nei prossimi 12 mesi, ma il balzo in avanti registrato in Italia è decisamente un segnale positivo. Secondo un’indagine condotta da Grant Thornton, il 53% delle imprese italiane guarda a un futuro economico più roseo: un dato sicuramente da bicchiere mezzo pieno, se si considera che solo nel secondo semestre 2020 la percentuale si attestava al 33% e che era dal 2017 che oltre la metà delle imprese italiane non si dichiarava così fiducioso sull’avvenire.

Secondo Grant Thornton, il quadro di ripresa generale riflette il clima di maggior fiducia sulle aspettative future delle imprese verso i fattori chiave della crescita economica quali fatturato, redditività e occupazione, e che preannuncia per il business un anno di ripresa e di ulteriore apertura verso l’estero e rivolta a mercati nuovi e inesplorati. Per quanto riguarda la situazione italiana, il 43% delle imprese italiane si aspetta un aumento dei ricavi nei prossimi 12 mesi, dato in netta crescita rispetto al 34% registrato nel secondo semestre 2020. Al contrario, solo il 23% prevede una diminuzione. Osservando la media globale, sale addirittura al 57% la quota delle imprese che stimano un aumento nei ricavi, in crescita di 12 punti percentuali rispetto al secondo semestre 2020.

Tra i settori più ottimisti ci sono quelli della tecnologia, delle telecomunicazioni e dei servizi finanziari (ottimista il 77% degli operatori intervistati), mentre il settore dell’Oil & Gas è tra i meno ottimisti (lo è “solo” il 47% del comparto).

Secondo Alessandro Dragonetti, Partner e Head of Tax di Grant Thornton, i risultati di questa indagine rappresentano un segnale di positività, “dovuto sia alle prospettive aziendali che – passata l’emergenza Covid – si sono evidentemente rafforzate lasciandosi alle spalle diversi ostacoli e preoccupazioni che ne bloccavano la crescita, sia a una rinnovata volontà delle imprese di aumentare gli investimenti e di espandersi soprattutto all’estero. Il volume delle esportazioni, infatti, dopo aver vissuto un crollo all'inizio della pandemia, è cresciuto costantemente fino a collocarsi oggi al di sopra della media europea. Anche gli obiettivi in termini di maggiore investimento nelle risorse umane ritengo rappresentino un ottimo segnale per le nostre imprese. Questo scenario di ritrovato ottimismo sarà fondamentale nel processo di identificazione di nuove opportunità per la crescita sia a livello domestico che a livello internazionale. A tal fine un fattore fondamentale sarà rappresentato dalla capacità di cogliere le opportunità che i programmi governativi a supporto della crisi pandemica hanno istituito. Da ultimo un aspetto da non sottovalutare sarà rappresentato dalla capacità delle imprese di adottare in modo continuativo i processi occasionalmente implementati nella fase emergenziale investendo, quindi, sempre maggiormente nelle soluzioni a elevato contenuto tecnologico”.