Sostenibilità, Italia promossa con riserva. Istat: migliora ma non brilla

L’Italia della sostenibilità sta crescendo, seppur lentamente. Secondo il secondo rapporto Sustainable Development Goals (SDG) dell’Istat, infatti, stiamo compiendo un “moderato progresso” nel raggiungimento dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile stabiliti dall’agenda 2030 dell’Onu e finalizzati a eliminare la povertà, proteggere il pianeta e raggiungere una prosperità diffusa. In particolare, il nostro Paese sta facendo bene sui fronti dell’istruzione di qualità, della parità di genere, dell’industria e innovazione, dell’energia sostenibile e della giustizia. Siamo anche una delle Nazioni con i migliori risultati in termini di salute, tanto che vantiamo un’elevata speranza di vita e ottimi risultati nella salute riproduttiva, materna e infantile. Ci sono però anche molte note dolenti. Sebbene siano diminuite rispetto al passato, restano alte povertà e disuguaglianze, non migliorano lavoro, condizioni delle città e alimentazione. Basti pensare che la povertà o esclusione sociale coinvolge ancora il 28,9% della popolazione, ossia circa 17 milioni e 407mila persone, e che la povertà di reddito riguarda il 20,3% dei nostri connazionali. Fra l’altro, ci sono differenze notevoli tra le regioni: la situazione peggiore è quella di Sicilia, Calabria e Campania. Ma sul fronte della povertà “elementi di problematicità” emergono anche in Liguria, Valle D’Aosta e Piemonte.