Con Seasteading Institute la nuova Atlantide prende forma

Polynesian Flower Island © The Seasteading Institute and Bart Roeffen

Gli esperimenti sono la fonte di tutti i progressi, ma la politica attuale è troppo ingessata per innovare realmente, sperimentare una nuova società e nuove idee su come vivere insieme. Da questo presupposto è partita la scommessa del Seasteading Institute, un think tank composto da ingegneri nautici, biologi marini, avvocati, ricercatori medici, investitori, artisti e ambientalisti che sperano di dare vita a un ecosistema di micro-nazioni galleggianti sull’oceano.

Il progetto, appoggiato economicamente anche dal co-fondatore di PayPal Peter Thiel, è qualcosa di più di un’utopia: rimasto su carta per diversi anni, ha trovato il sostegno della Polinesia Francese, con il quale è stato firmato un Memorandum of Understanding per esplorare un sito dove far sorgere la prima città galleggiante del mondo. L’obiettivo è di individuare l’area entro le prossime settimane e iniziare i lavori per l’Atlantide del 21esimo secolo, inizialmente formata da 300 abitanti, con alberghi, ristoranti e uffici dove pagare solo con criptovaluta, completamente autosufficiente e, soprattutto, indipendente da ogni governo perché nascerà in acque internazionali. Un paradiso per le start up. La speranza del Seasteading Institute è che la prima città-stato galleggiante, che dovrebbe sorgere nel 2022, possa essere esportata anche nel resto del mondo.