Un'Ue divisa in 28 mercati per quanto riguarda l'importazione degli Ogm: è questo il piano europeo per evitare diatribe

Gli esportatori di prodotti Ogm  non hanno vita facile. A complicare il già intricato quadro di regole e permessi, è arrivata la nuova proposta della Ue che vorrebbe dare la facoltà a ognuno dei 28 Paesi dell’Unione di vietare le importazioni di prodotti trattati geneticamente. Per il niet basterebbe semplicemente indicare la ragione di “prevalente” interesse pubblico. Non ci sarebbero quindi da addurre dati scientifici, rilevazioni o altro: sarebbe sufficiente il giudizio morale (o di opportunità politica) sulla pericolosità di questi prodotti.

 Bisogna tuttavia precisare che l’interdizione varrebbe solo per i prodotti trattati geneticamente, mentre non coinvolgerebbe quelli coltivati geneticamente. E se la proposta deve ancora aspettare il via libera del Parlamento di Strasburgo e del Consiglio europeo per diventare operativa, la sola notizia avrebbe già avuto i suoi effetti sul piano diplomatico. Tale posizione europea avrebbe infatti complicato i negoziati con gli americani sul Ttip, ossia la Partnership Atalntica sul commercio e gli investimenti.

«Dividere la Ue in 28 mercati per la circolazione di certi prodotti sembra in contraddizione con l’obiettivo della Ue di approfondire il mercato interno», commenta Michael Froman, rappresentante commerciale di Barack Obama. Insoddisfatta anche Greenpace: «La Commissione sta offrendo ai Paesi membri una falsa libertà di scelta, che non regge in nessun tribunale. Le regole del libero mercato in Ue prevarrebbero sempre sulle scelte dei singoli Stati, in particolar modo se ai governi sarà negata la possibilità di giustificare i divieti adottati a livello nazionale per ragioni di carattere ambientale o sanitario», spiega Federica Ferrario, responsabile della campagna Agricoltura Sostenibile.