“Allo scopo di ridurre il costo finale dell'energia per i consumatori e le imprese a decorrere dal primo gennaio 2012 tutti gli incentivi, i benefici e le altre agevolazioni, comunque gravanti sulle componenti tariffarie relative alle forniture di energia elettrica e gas naturale, previste da norme di legge o da regolamenti sono ridotti del 30% rispetto a quelli applicabili alla data del 31 dicembre 2010”. È il contenuto dell’articolo 35 del decreto Manovra inviato dal governo al Quirinale che, a una prima lettura, conterrebbe un taglio agli incentivi sulle energie rinnovabili. Ma sia il ministero dell’Ambiente che il ministero dello Sviluppo economico smentiscono. “Nel testo definitivo della manovra non c'è nessun taglio degli incentivi per le energie rinnovabili”, spiega in una nota il ministro Paolo Romani sottolineando come il Consiglio dei ministri “ha convenuto sull'eliminazione della riduzione del 30% di tutte le agevolazioni e incentivi che oggi gravano sugli oneri di sistema presenti sulle forniture di energia elettrica e gas”. Un taglio che, secondo Romani, non avrebbe portato benefici alla collettività, incidendo solo per un 3% sul totale del costo. “Al contrario – afferma – avrebbe comportato l'eliminazione di agevolazioni alle famiglie numerose e alle classi meno abbienti, mettendo inoltre a rischio il funzionamento di impianti strategici per la gestione dell'emergenza rifiuti. Stiamo lavorando già da tempo alla rimodulazione degli incentivi e del conseguente peso in bolletta – conclude Romani – dando impulso al settore e intervenendo in modo netto e selettivo su sprechi ed eccessi del passato”. All’interno dell’articolo 35 della Manovra si spiega anche che l'entità degli incentivi, dei benefici e delle agevolazioni sarà rideterminata dal ministero dello Sviluppo su proposta dell'autorità per l'energia entro 90 giorni.

Manovra, testo al Quirinale in 39 articoli: i punti principali