Le spiagge italiane sono coperte di immondizia: in media ogni cento metri di spiaggia si trovano ben 714 rifiuti, e tre su quattro sono di materiale plastico. I preoccupanti dati sono stati diffusi da Legambiente nel rapporto Beach Litter, che ha coinvolto 47 litorali del Belpaese, per un’area di 106 mila metri quadrati, ricoperta, purtroppo, da 33 mila scarti di ogni tipo.

COSTE INQUINATE. Il 22,3% dell’immondizia rinvenuta sulle spiagge è composta di plastica e polistirolo, molto inquinante e destinata, nel tempo, a frammentarsi in milioni di micro particelle tossiche che, ingerite dai pesci, finiranno sulle tavole; seguono poi i cotton fioc (13,2%) e i mozziconi di sigaretta (7,9%), al secondo e al terzo posto. Numerosi anche i resti di tappi e coperchi di plastica e metallo, bottiglie e reti da pesca rinvenuti dai volontari che hanno collaborato con Legambiente. Sono state 47 le coste esaminate nel rapporto, da Nord a Sud; la situazione più critica è stata rilevata in Lazio, nella spiaggia Coccia di Morto a Fiumicino, che ha presentato un numero di rifiuti pari a 5.500 pezzi in 100 metri, attribuibili in particolare alla scarsa depurazione delle acque (da qui l’importante quantità di bastoncini per le orecchie rinvenuti).

 

CLEAN-UP THE MED 2016. Come riportare le spiagge al loro splendore? Purtroppo, ripulire i litorali dall’immondizia costa ogni anno, in Europa, ben 411,75 milioni di euro, e genera perdite al comparto pesca di almeno 61,7 milioni, come ricordato da Legambiente riprendendo le stime divulgate dall’Ue. Inoltre, quello che vediamo sulla sabbia è solo il 15% dei rifiutin effettivamente presenti nelle acuqe: il 70% affonda. Legambiente , dunque, sottolinea l’urgenza di attivare il piano per la riduzione dell’inquinamento da immondizia dei mari europei previsto dalla direttiva Ue Marine Strategy anche nel nostro Paese; intanto, si promuove l’iniziativa Clean-up the Med 2016, che coinvolgerà i cittadini nel weekendtra il 27 e il 29 maggio per pulire spiagge, scogliere e fondali.