Milano è l'eccezione tra le grandi metropoli: la differenziata è cresciuta dal 2010 al 34,7% al 42,5%

Meglio tardi che mai: anche gli italiani si sono “convertiti” alla raccolta differenziata. Stando infatti ai dati dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra), dal 2010 al 2013 i rifiuti destinati al riciclo sono passati dall’iniziale 35,3% all’attuale 42,3%, per una crescita superiore al 7% nel rapporto tra rifiuti urbani e differenziata. Contestualmente, è andata diminuendo la quantità di rifiuti non riciclabili: da 32,4 milioni di tonnellate annue si è ridotta a 29,5 milioni di tonnellate.

A trainare è soprattutto il Nord Italia, che da solo copre il 54,43% della media dello smaltimento rifiuti. Il Sud invece continua ad arrancare: in Meridione la percentuale non supera il 28,86%. Quanto invece alle tipologie degli agglomerati urbani, l’Istituto sottolinea i persistenti problemi di riciclo nelle grandi metropoli, meno gestibili rispetto a comuni limitrofi e ai piccoli centri urbani.

Fa eccezione, però, Milano: a fronte dell’aumento della popolazione, tra il 2010 e il 2013 la quantità di spazzatura prodotta è scesa a 42 mila tonnellate, e la mole di rifiuti destinati al riciclo è cresciuta dal 34,71% al 42,51%.