Il mondo ha ormai dichiarato guerra alla plastica. Ma c’è chi da anni è impegnato nella ricerca di valide alternative. Come Kartell, che già nel 1994 lanciò - senza fortuna - una collezione di cestini in plastica riciclata. Da allora, l’azienda milanese ha condotto moltissimi esperimenti e portato avanti diversi studi e oggi può essere considerata all’avanguardia su questo fronte. Sua è, infatti, la sedia A.I. disegnata dal designer Philippe Starck e realizzata con materiale riciclato, un tecnopolimero termoplastico che deriva da materiale di accantonamento puro e non contaminato, proveniente da diversi settori industriali come l’arredamento, l’automotive, l’elettrodomestico e il packaging. Kartell è presente sul mercato anche un’altra proposta “green”: la riedizione dei Componibili disegnati nel 1967 da Anna Castelli Ferrieri, prodotti in materiale naturale e biodegradabile. E non è finita qui: al prossimo Salone del Mobile di Milano (dal 21 al 26 aprile) presenterà nuovi progetti che sposano la sostenibilità.

Kartell, però, non rinnega la plastica, anzi la considera ancora oggi un materiale ineguagliabile in termini di sicurezza, duttilità, leggerezza e conservazione. “Pensare di poterla eliminare in nome della sostenibilità è un approccio superficiale. Perché la sostenibilità è un concetto complesso, con tante sfumature, anche sociali ed etiche, e ciascun progetto o problema necessita di una soluzione diversa”, ha spiegato a Il Sole 24 Ore  il presidente Claudio Luti. Il segreto, dunque, sta nel capire come utilizzare la plastica per ridurne l’impatto sull’ambiente e dove introdurre i biopolimeri. È importante anche riciclare materiali già utilizzati e pensare sin dall’inizio al fine vita dei prodotti e possibilmente.