Un volo Milano-New York senza l’utilizzo di carburante? Sono ancora lontani i tempi per un viaggio aereo a emissioni zero, ma un passo in tal senso è stato compiuto da easyJet, che ha annunciato il progetto di un rivoluzionario sistema di alimentazione a idrogeno per i propri aeromobili, a emissione zero, in grado di risparmiare 50 mila tonnellate di carburante e le conseguenti emissioni di CO2 ogni anno. Una riduzione di emissioni, un risparmio dei costi del carburante, che potrebbe portare anche a un taglio del prezzo dei biglietti.

Per il progetto dell’aereo ibrido, easyJet ha preso ispirazione dai lavori di alcuni studenti dell’Università di Cranfield, specializzata in ricerca e formazione nei settori management e tecnologia, ai quali era stato precedentemente chiesto di sviluppare un’idea di come sarà viaggiare in aereo da qui a 20 anni. Per viaggiare sul primo aereo ibrido servirà tempo – entro il 2020 la compagnia si è posta l’obiettivo di ridurre le emissioni del 7% – ma la compagnia ha assicurato che lavorerà insieme ai propri partner e fornitori per impiegare questa tecnologia innovativa molto prima, con un test preliminare già messo in calendario per il 2016.

IL KERS SULL’AEREO. L’idea di un aereo ibrido si basa sull’utilizzo di una cella a idrogeno combustibile, posizionata nella stiva dell’aereo. Questo sistema a emissione zero permette di immagazzinare energia quando l’aereo frena in fase di atterraggio e viene utilizzato per ricaricare le batterie ultraleggere del sistema (come accade per il Kinetic Energy Recovery System – KERS, utilizzato nelle auto di Formula1). L’aeromobile può utilizzare l’energia accumulata senza il bisogno di impiegare i motori, per esempio al momento del rullaggio.
Grazie all’ introduzione di questa nuova tecnologia, sottolinea easyJet, ciascun aeromobile sarebbe dotato di motori installati all’interno del carrello cha attraverso l’elettronica permetterebbero il controllo della velocità, direzione e frenata dell’aereo durante le operazioni di rullaggio. Il sistema sarebbe dunque in grado di ridurre, se non eliminare del tutto, la necessità di impiegare veicoli per allontanare gli aeromobili dai terminal prima di iniziare il rullaggio, ottenendo tempi di turnaround più efficienti ed un miglioramento della puntualità. L’unico prodotto di scarto del procedimento sarebbe l’acqua pulita, che potrebbe essere riutilizzata per ricaricare il sistema idrico durante il viaggio.