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Non si può certo dire che il Quinto rapporto sul clima si chiuda in bellezza: la terza e ultima parte del dossier, presentato a Berlino dal Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (Ipcc), documenta livelli “senza precedenti” raggiunti dall’effetto serra. Dal 2000 al 2010 le emissioni globali sono aumentate di oltre un miliardo di tonnellate l’anno, a un ritmo decisamente superiore rispetto al passato.
E a questo punto il tempo stringe davvero: l’Ipcc ha stimato che abbiamo a disposizione solo 15 anni per invertire la tendenza. Pena il passaggio, a fine secolo, da 3,7 a 4,8 gradi centigradi della temperatura media terrestre. La strada da percorrere è chiara: “L’unico percorso sicuro è quello che prevede di arrivare a un mondo a zero impronta di carbonio nella seconda metà del secolo”, spiega Christina Figueres, segretaria della Convenzione quadro dell’Onu sul cambiamento climatico. Ergo, bisogna ridurre l’uso di petrolio e carbone, triplicando l’utilizzo delle energie rinnovabili. Le emissioni di CO2 e di gas serra andrebbero tagliate subito, nei primi 15 anni, per poi essere ulteriormente ridotte del 40-70% entro il 2015 e infine, azzerate a fine secolo.