Marco Tacconi, ideatore del portale Terraxchangev

Ogni fazzoletto di terra ha un valore che va oltre i semplici canoni economici e per questo merita protezione e cura. Parte da questi presupposti Terraxchange il portale web dove i proprietari mettono a disposizione i propri terreni agricoli incolti e abbandonati a persone interessate a mantenerli produttivi in cambio di una parte del raccolto. L’idea è quella di creare una rete di protezione verso aree degradate e abbandonate al proprio destino e nel contempo fare in modo che, anche chi non dispone di un terreno, abbia la possibilità di prodursi da solo il cibo. A concepirla Marco Tacconi (nella foto), un giovane da sempre appassionato di agricoltura (e orticoltura in particolare), che dopo la laurea in Agraria all’Università di Milano si trova di fronte alla dura realtà: non dispone di un terreno libero per poter sperimentare ciò per cui ha a lungo studiato. Una mancanza che pensa di poter colmare prendendosi in carico uno dei tanti terreni incolti e abbandonati. Un’esigenza personale che presto capisce essere un bisogno sentito da un numero crescente di persone. Da qui l’idea del portale, oggi on line nella versione beta, che si propone di diventare un vero e proprio social network orticolo con l’obiettivo di «coltivare ovunque ci sia del terreno abbandonato. Produrre cibo buono, sano, a chilometro zero».