GenZ

È un campanello d’allarme, un primo segnale che conviene non sottovalutare. I giovani, specialmente quelli della Generazione Z (nati tra il 1990 e i primi anni del nuovo millennio) manifestano una forte idiosincrasia per i social media. Secondo una recente ricerca condotta da Origin, società di analisi di Hill Holliday, il 34% dei della Gen Z ha lasciato i social in modo permanente e il 64% si è preso una pausa di riflessione.

L’indagine condotta su un campione di 1000 ragazzi americani di età compresa tra 18 e 24 anni ha evidenziato come il 41% manifesti un senso di ansia, tristezza e depressione nell’utilizzo di piattaforme social come Facebook, Instagram e Snapchat. Tuttavia, un 77% ha dichiarato che i benefici generati dai social siano superiori rispetto agli svantaggi.

“La maggior parte dei ragazzi della Generazione Z si sta prendendo una pausa, anche lunga, dai social media ma non si tratta di un taglio netto, quindi niente panico”, sostiene LesleyBielby, chief strategic officer di Hill Holliday. La ricerca mette comunque in risalto la necessità delle aziende di modificare l’approccio avuto fin ora con i social network. Il senso di insicurezza e di mancanza di profondità nelle relazioni virtuali è un segnale robusto, in costante crescita, che non può essere sottovalutato.

I motivi che stanno portando i giovani ad allontanarsi dai social media sono diversi. Il principale (41%) è la sensazione di buttare via il tempo, per il 35% c’è troppa negatività, il 26% ritiene che non ci siano contenuti interessanti e il 18% che queste piattaforme siano diventate troppo commerciali. Ciò nonostante l’indagine di Origin evidenzia anche come i social continuino a rappresentare uno strumento fondamentale per le motivazioni d’acquisto. Il 40% del campione sostiene infatti che un link postato da un’azienda possa rappresentare uno stimolo all’acquisto, percentuale che sale addirittura al 57% se la segnalazione proviene da un influencer o una celebrity.