riflessioni giorno della memoria

L'ingresso del campo di concentramento di Auschwitz, liberato dai sovietici il 27 gennaio 1945: quella ricorrenza è stata scelta come data internazionale del Giorno della memoria

Le riflessioni sul Giorno della memoria si sprecano ogni anno il 27 gennaio, la data scelta dalle Nazioni Unite per ricordare l'Olocausto (approfondisci qui). La ricorrenza si celebra ogni anno il 27 gennaio perché in quel giorno nel 1945 i reggimenti dell'Armata Rossa irruppero nel campo di concentramento di Auschwitz, liberando i prigionieri. In una società in cui l'antisemitismo non è ancora sconfitta - anzi, vede continui rigurgiti - è bene che il Giorno della memoria non passi inosservato o, peggio, anestetizzato con le consuete riflessioni di rito. 

Riflessioni sul Giorno della memoria

Tra le riflessioni sul Giorno della memoria, si può per esempio segnalare quella inserita dal teorico e saggista Tzvetan Todorov nel libro, Memoria del bene, tentazione del male (2001): «La singolarità del fatto non impedisce l’universalità della lezione che se ne trae». In altri termini, la memoria storica della Shoah non riguarda soltanto il popolo ebraico, ma l’intera umanità, perché da questi avvenimenti si possono trarre insegnamenti.   

Cosa fare, dunque, affinché questi terribili atti non si ripetano più? Bisogna ricordare. È l’invito che Primo Levi (anch'egli fu rinchiuso nei campi di concentramento, ma riuscì a salvarsi) fa a - in Se questo è un uomo -  «Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case, voi che trovate tornando a sera il cibo caldo e visi amici». Li esorta chiedersi se si possono considerare uomini coloro che lavorano nel fango per un misero pezzo di pane e che muoiono per un sì o per un no, oppure donne quelle che sono rimaste senza capelli e senza nome e che non hanno nemmeno più la forza di ricordare. Ecco, a loro - e quindi a noi tutti - il poeta ordina: «Meditate che questo è stato: vi comando queste parole. Scolpitele nel vostro cuore, stando in casa, andando per via, coricandovi alzandovi; ripetetele ai vostri figli».