Bye bye privacy: agli italiani piacciono le offerte personalizzate

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Poco più di un anno, tanto è passato dall’entrata in vigore del Gdpr e già gli italiani si dichiarano meno propensi alla privacy e più favorevoli all’archiviazione dei propri dati per ricevere offerte commerciali personalizzate. È questa l'immagine tratteggiata da una ricerca di settore condotta da Madzuli Agency, società belga di marketing digitale con sede a Milano. La conseguenza, per le aziende, è la necessità di creare messaggi ben profilati, che portino alla fidelizzazione degli utenti.

A seguito di un’offerta mirata, infatti, il 33% degli italiani afferma di aver cliccato subito sull’annuncio online, il 25% di aver visitato il sito web dell'inserzionista e il 21% di essersi recato fisicamente in un punto vendita. Inoltre, solo 1 partecipante su 5 ha confessato di aver attivato un blocco sull’adv, mentre ben 3 intervistati su 4 hanno dichiarato di aver acquistato in seguito alla ricezione di un annuncio pubblicitario online. 

Il dispositivo più utilizzato è ovviamente lo smartphone (citato dall’87% degli intervistati) seguito dal laptop (65%). Su questi device, il mezzo preferito per ricevere offerte o comunicazioni commerciali è la newsletter, indicata dal 56% dei partecipanti. Quattro italiani su 5 dichiarano di collegarsi ai diversi siti appositamente per iscriversi alle newsletter e a farlo sono soprattutto i giovani (l’89% nella fascia under 34 e l’82% tra i 35 e i 54). 

Positivo anche l’approccio verso i banner, visti come un ottimo supporto nelle decisioni di acquisto. Il 62% ha dichiarato di cliccarci subito, il 57% li ritiene utili per trovare il sito web di un marchio e il 46% li considera una discriminante per la scelta di un brand.