Pandemia: la priorità delle pmi? Salvare i posti di lavoro

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

La pandemia ha avuto un impatto importante su buona parte delle pmi italiane. Molte hanno dovuto affrontare riduzioni dei budget (37%), dei compensi e delle ore di lavoro (27%), o addirittura la chiusura temporanea di uffici o filiali (26%). Nonostante questo, quasi la metà, più precisamente il 46%, si è posta come priorità quella di preservare i posti di lavoro. È quanto emerge da un'indagine di Kaspersky sulle sfide che le piccole e medie imprese hanno dovuto affrontare all'inizio dell'emergenza Covid.

Non solo. Stando all'indagine, il benessere dei dipendenti è ancora adesso una necessità delle pmi italiane. Il 29% infatti, ha dichiarato che nei prossimi 12 mesi incrementerà le risorse economiche destinate al personale, come salari e benefit. Riportare i compensi al livello pre-Covid o addirittura aumentarli dovrebbe aiutare le aziende a ritenere i talenti, minimizzando la necessità di assumere nuovi dipendenti.

Il modo in cui le imprese si sono adattate alle nuove – ed estreme – condizioni di lavoro è stato uno dei fattori che ha condizionato la soddisfazione dei dipendenti. In questo senso, la priorità assoluta per la maggior parte delle aziende italiane (41%) è stata quella di fornire ai team nuove tecnologie, dispositivi, servizi di comunicazione e collaborazione per trasferire le attività dall’offline all’online e permettere ai dipendenti di lavorare da remoto o con un modello ibrido.

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