Imposte arretrate: la Corte di Giustizia Ue "assolve" Amazon

Buone notizie per Amazon, la Corte di Giustizia europea ha annullato la condanna imposta dalla Commissione nel 2017, secondo la quale il colosso dell'e-commerce avrebbe dovuto versare 250 milioni di euro di imposte arretrate. Il nodo del contendere era il trattamento "di favore" concesso dal Lussemburgo per il pagamento delle royalties della proprietà intellettuale, che si sarebbe configurato come aiuto di Stato vietato dalla normativa comunitaria: secondo la Corte non sarebbe dimostrato che la soluzione concessa per il pagamento delle royalties abbia diminuito il carico fiscale di Amazon, da qui l'annullamento della multa. È il secondo stop imposto dai giudici dopo quello alla condanna da 13,4 miliardi contro Apple, ma la vice presidente della Commissione Margrethe Vestager non esclude il ricorso in appello.

In ogni modo, nel frattempo Amazon ha modificato la sua struttura fiscale nel Vecchio Continente. Sempre con l'ok del Lussemburgo, oggi è stato adottato il regime del consolidato fiscale in capo alla holding Amazon Europe Core, che ha assorbito la società Amazon Europe Holdings al centro della controversia del 2017. In seguito a questo cambiamento, benché nel 2020 Amazon abbia raggiunto i 2,2 miliardi di euro di utili (+124%), grazie alle perdite di altre società parte del consolidato fiscale l'aliquota versata è stata solo dell'1%, ossia 21,3 milioni, contro i 225 dovuti nel 2019 su un utile di 988 milioni.