La top ten delle startup italiane

Foto di Tumisu da Pixabay 

Per la prima volta la classifica di LinkedIn Top Startups - classifica annuale delle startup emergenti per le quali lavorare - debutta anche in Italia. La lista del 2020 rispecchia lo stato attuale dell’economia e del mondo sulla scia dell’emergenza coronavirus, e dà risalto alle nuove imprese che sono risultate come tra le più emergenti e le più resilienti, tenendo in considerazione come stanno affrontando l’attuale scenario lavorativo in continuo cambiamento. 

Al primo posto della classifica si colloca Casavo, instant buyer immobiliare nata a Milano nel 2017, seguita sul podio da Boom, startup che offre servizi innovativi nel campo della fotografia commerciale e da Satispay, la promettente fintech italiana che sta rivoluzionando il sistema dei pagamenti digitali nel nostro paese. Al quarto posto troviamo Everli, startup che garantisce da anni la consegna a casa della spesa in diversi supermercati d’Italia, mentre al quinto posto si posiziona un’altra realtà emergente del fintech come Credimi, che ha come focus il credito alle imprese, e al sesto posto EnergyWay, specializzata nel data science e le Intelligenze Artificiali. Al settimo posto si posiziona Milkman, giovane realtà tecnologica operante nel settore della logistica e della supply chain, seguita da Kineton, società d’ingegneria che offre soluzioni per diversi ambiti industriali, e iGenius, altra startup tech specializzata nell’analisi dei dati per lo sviluppo di soluzioni che migliorano l’efficienza delle attività di business. A chiudere la Top Startups Italia 2020 è Roboze, attiva nel campo dell’ingegneria informatica e la progettazione di soluzioni di stampa 3D.

Come viene elaborata la classifica

La lista rileva le startup per le quali i professionisti desiderano di più lavorare. LinkedIn misura le imprese sulla base di quattro criteri: la crescita della forza lavoro, le interazioni degli utenti con le aziende e i loro dipendenti, l’interesse delle persone in cerca di impiego in queste startup e la loro capacità di attrarre talenti.
Per essere ammissibili, le società devono essere indipendenti e private, avere 30 o più dipendenti residenti nel Paese, avere non più di 7 anni e avere sede nel Paese nel quale elenco compaiono. Vengono escluse tutte le aziende di selezione del personale, think tank, società di venture capital, società di consulenza gestionale e IT, organizzazioni non profit e filantropiche, acceleratori ed enti di proprietà del governo. Anche le startup che hanno licenziato il 20% o più della loro forza lavoro nel periodo di tempo considerato non sono ammesse.