Innovative lenti progressive pensate, progettate e realizzate per rispondere alle esigenze dei presbiti di oggi, quelli della cosiddetta Generazione X, multitasking e sempre connessi. Sono le Varilux X Series, appena presentate da Essilor (salita lo scorso anno agli onori delle cronache per la fusione con Luxottica), che promettono di estendere la visione catturando ogni dettaglio nel volume tra le braccia e oltre, e vantano altissimi livelli di personalizzazione. Per svilupparle quasi 3 mila presbiti in tutto il mondo hanno partecipato attraverso attività di focus group, interviste, video, attività familiari riprodotte nel nuovo “House Lab” di Essilor, una vera e propria "casa" trasformata in un laboratorio di test dal vivo.

Ma chi sono esattamente i presbiti “moderni”?

Attivi e dinamici, rappresentano un terzo della forza lavoro in Europa. Cresciuti negli anni del progresso digitale, hanno sviluppato abilità nell’uso delle nuove tecnologie e dei dispositivi digitali. Sempre connessi e multitasking, svolgono diverse attività durante la giornata, spesso anche contemporaneamente, sperimentando differenti distanze di visione. Per loro tutto ciò che conta è compreso in un volume che viene definito “a distanza delle braccia”: inviare un messaggio mentre guardano la tv o il tablet, controllare le notizie sul cellulare mentre lavorano al pc, conversare con un amico e guardare le foto sullo smartphone. Quindi è proprio a questa distanza di visione che la Generazione X è più esigente e richiede un’acuità visiva più uniforme. E qui entra in gioco l’expertise  dei ricercatori Essilor che hanno “reiventato” la visione da vicino partendo appunto dal presupposto che oggi non è una sola, ma sono molteplici, in uno spazio delimitato tra i 40 e i 70 cm. Nella sfera di visione delimitata dalle braccia, la Generazione X ha la necessità di mettere a fuoco a distanze multiple.

Tre tecnologie esclusive e oltre 30 brevetti

Ogni lente Varilux X series è realizzata attraverso la combinazione unica di tre tecnologie brevettate per permettere a chi la indossa di mettere a fuoco più distanze contemporaneamente per la stessa direzione di sguardo.. La prima si chiama Nanoptix, un sistema che “scompone” il design della lente in migliaia di micro-lenti per offrire immagini stabili e precise, minimizzando l’effetto ondeggiamento per una visione stabile anche in movimento. Synchroneyes, la seconda, prende in considerazione le differenze fisiologiche tra i due occhi, “sincronizzandoli” e restituendo campi di visione grandangolari. E, infine, Xtend è una tecnologia appositamente studiata per potenziare l’acuità visiva nel volume di visione da vicino. Xtend offre, in sintesi, senza la necessità di dover muovere la testa, un’elevata fluidità e nitidezza delle immagini nello spazio visivo posto nella distanza tra le braccia.

Ognuno ha il suo punto di vista

Ma da sola la correzione visiva non basta, ogni persona ha un modo proprio e assolutamente unico di vedere. Per questo, le nuove lenti  possono essere prescritte anche tenendo conto di nuovi parametri soggettivi che riguardano aspetti comportamentali, posturali e fisiologici, unici per ogni portatore. Con un test visivo specializzato, vengono rilevati quattro parametri: l’abbassamento dello sguardo, la distanza di lettura, l’inclinazione naturale del capo e, grazie ad una vera e propria simulazione di lettura, il comportamento visivo, cioè come il portatore legge. Questa personalizzazione offre una visione da vicino costruita ad hoc per le sue esigenze specifiche.