Università italiane meglio della loro fama: 40% tra i top 1000 nel mondo

Chi l’ha detto che le università italiane non sono prestigiose? Forse il nostro Paese non vanta atenei di eccellenza a livello internazionale, ma sicuramente ha tanti atenei validi. Molto di più di quanto emerge dalle classifiche globali. A dirlo un lavoro di ricerca di Italiadecide e Intesa Sanpaolo, secondo cui i ranking internazionali delle Università (sono presi in analisi QS e THE) “soffrono di svariati problemi metodologici” e “mal si adattano alla realtà italiana, perché valutano singole università e non il sistema universitario nel suo complesso in una logica settoriale”. I ricercatori hanno esaminato le università presenti nelle prime 100, 200, 500 e 1000 posizioni a livello globale e hanno così scoperto che l’Italia non ha atenei nei primi 100, ma ha un numero di università confrontabile con quello di Francia, Germania e Cina già nelle prime 500 e ancor di più nelle prime 1000. Se poi si normalizzano i dati dei ranking sul totale di università presenti in ogni Paese, la nostra Penisola conquista la medaglia d’oro per numero di istituzioni universitarie tra le prime 1000. “Il sistema universitario italiano nel suo complesso vede, infatti, nelle misurazioni di THE, addirittura oltre il 40% delle proprie istituzioni tra le top 1000, mentre gli Stati Uniti ne hanno solo l’8% del totale” spiegano i ricercatori.

Le università italiane, comunque, devono puntare ancora più in alto e lavorare sodo per risultare maggiormente appetibili, anche agli occhi degli studenti stranieri. In che modo? Investendo sull’internazionalizzazione, sulla comunicazione della propria offerta, su politiche di reclutamento di docenti e studenti competitive. È necessario poi migliorare l’efficienza della macchina amministrativa, così da liberare risorse da destinare alla ricerca e alla didattica, collaborare con imprese private, anche per facilitare l’incontro fra domanda e offerta di lavoro, creare reti fra atenei.