Un’italiana su tre non ha tempo libero a sufficienza

Vorrebbero stare insieme ai figli e alla famiglia, praticare uno sport, leggere, dedicarsi ad attività creative. Ma non riescono. Quasi sei italiani su dieci, infatti, dichiarano di avere pochissimo tempo libero e, dunque, di non potersi concedere il lusso di fare tutto quello che desidererebbero. È un’Italia stakanovista quella che emerge dall’Osservatorio mensile di Findomestic e Doxa. Specialmente per quanto riguarda le donne: sono loro, infatti, a lamentare la maggiore mancanza di tempo. Sempre di corsa, divise fra gli impegni lavoratori e le altre incombenze della vita quotidiana, fanno fatica a ritagliarsi momenti e spazi per sé e le proprie esigenze: il 26,8% delle italiane ricava al massimo due ore alla settimana e il 7,3% non trova mai delle pause. Complessivamente, dunque, una donna su tre non può disporre di un tempo libero sufficientemente adeguato. Per gli uomini, invece, le cose vanno molto meglio: solo il 3,3% di loro afferma di trascurare completamente i propri interessi. Del resto, come svelato dall’Ocse, le donne italiane svolgono più del doppio di “lavori non pagati” (cura della casa e dei famigliari) rispetto ai loro partner.

I desideri degli italiani per il tempo libero

Ma che cosa vorrebbero fare gli italiani se riuscissero ad avere qualche ora in più di tempo libero? Innanzitutto, stare con la famiglia: il 46% delle persone ammette di sentire la mancanza di momenti in cui dedicarsi ai propri cari. Seguono il desiderio di fare sport (29,1%), guardare la TV (28,8%), leggere (27,6%), navigare su internet o usare i social media (24,7%), stare con gli amici (24,7%), dedicarsi ad attività manuali o lavori creativi (17,9%). Questo se si guarda alla classifica generale. Se si considerano, invece, le risposte di ogni sesso le cose cambiano. Per esempio, il sesso maschile punterebbe specialmente su sport (33% uomini e 23,8% donne) e il video-gaming (7,1% uomini e 0,9% donne), mentre quello femminile su lettura (36,9% donne e 20,8% uomini) e shopping (18,2% donne e l’11,1% uomini).