Dopo 40 anni, il nostro Ssn resiste, ma con troppe differenze fra nord e sud

Siamo abituati a sentirne parlare al negativo. E, invece, il nostro Sistema sanitario nazionale o Ssn è uno dei migliori al mondo. A dirlo sono diverse indagini internazionali e anche l’Oms, l’Organizzazione mondiale della sanità. Non mancano però criticità importanti. Una delle più importanti è rappresentata dal divario fra nord e sud, in particolare per quanto riguarda qualità delle cure, tempi e costi per l’assistenza. L’ultima conferma arriva dall’associazione Cittadinanzattiva, in occasione del lancio della campagna “La salute è uguale per tutti”. Non è esagerato, quindi, dire che esiste una sanità di serie A e una di serie B.

Come il nostro Ssn cambia da zona a zona

Secondo Cittadianzattiva, negli ultimi anni, invece di ridursi, le diseguaglianze regionali si sono accentuate. Basti pensare, per esempio, all’attesa per i mezzi di soccorso: in Liguria si attende circa 13 minuti, in Basilicata più del doppio, ossia 27 minuti, quando il tempo ideale di attesa è di 18 minuti. O, ancora, ai centri specialistici: in Toscana i centri diurni per la salute mentale sono 69, in Molise 3, mentre per quanto riguarda i centri per l’autismo, si va dai 6 di Puglia e Umbria ai 309 del Veneto. Non va meglio sul fronte costi: per un emocromo, un cittadino ligure paga un ticket di 3,17 euro, mentre in Friuli Venezia Giulia il costo sale a 5,30 euro. Proprio alla luce di questa situazione, Cittadianzattiva ha deciso di promuovere, con il supporto di oltre 50 realtà fra organizzazioni civiche, associazioni mediche e di pazienti, la campagna di riforma costituzionale. L’obiettivo è ridurre le disuguaglianze in ambito sanitario.