Susanna Camusso, ex segretario generale della Cgil, con Maurizio Landini, suo successore ed ex segretario della Fiom © ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images

Peggio di loro ci sono solo i partiti, che hanno raggiunto il minimo storico del 16%, ma i sindacati hanno poco da festeggiare visto che secondo un sondaggio Ipsos la fiducia degli italiani nei loro confronti è scesa dal 48% al 30% in soli 11 anni.

Dal 2006 a oggi hanno cioè perso ben 18 punti percentuali. Numeri che fanno riflettere, soprattutto se ci si addentra più neullo specifico nei risultati della ricerca. Guardando, per esempio, alla fascia d'eta, il calo più significativo interessa i giovani: -23% tra i 18 e i 24 anni, -28% tra i 25 e i 34. Sul fronte delle categorie sociali sono invece disoccupati e pensionati a far registrare i croll più drastici: rispettivamente -34% e -24%. Insomma, sono proprio le fasce più deboli, quelle che maggiormente avrebbero bisogno di tutela, a non ritenersi adeguatamente salvaguardati dall'operato dei sindacati.

Lo conferma anche il fatto che il lento declino della fiducia si sia trasformato in un vero e proprio crollo negli ultimi quattro anni. Ben nove dei 18 punti persi sono, infatti, evaporati dal 2013 al 2016, periodo di grandi cambiamenti sul fronte della regolamentazione del lavoro, a partire dall'introduzione del Jobs act. Un chiaro giudizio negativo sull'operato dei sindacati su questo fronte. E la sfiducia dilaga soprattutto a sinistra (+36%), tradizionale sostenitrice della categoria.