Fonti fossili salite al 59% mix energetico mondiale. Rinnovabili in calo

Il mondo sta facendo l’esatto opposto di quanto suggeriscono da anni i climatologi, gli ambientalisti e gli addetti ai lavori in generale. Invece di puntare sulle energie rinnovabili, cioè, molti Paesi continuano a investire nelle fonti fossili. A lanciare l’allarme un report dell’Agenzia internazionale per l’energia (Iea) che definisce “preoccupante” il trend attuale perché non mette a rischio solo l’ambiente, ma anche la sicurezza energetica e gli obiettivi di taglio all’inquinamento. Secondo il rapporto, rispetto al 2016, nel 2017 gli investimenti mondiali nelle fonti di energia rinnovabili sono diminuiti del 7%. E guardando agli ultimi mesi, c’è il rischio concreto che continuino a calare anche nel 2018. Di contro, si è tornati a guardare alle fonti fossili: per la prima volta dal 2014, lo scorso anno gli investimenti per queste fonti sono saliti, arrivando a quota 790 miliardi di dollari, contro i 318 miliardi per le rinnovabili.

Le rinnovabili dovrebbero essere il futuro

Per quali ragioni stanno diminuendo gli investimenti per le rinnovabili? Il rapporto dell’Iea punta il dito contro Pechino: il governo cinese, infatti, ha deciso di ridurre il sostegno per il fotovoltaico, ma proprio la Cina rappresenta oltre il 40% degli investimenti nel solare. 
In calo anche gli investimenti per l’efficienza energetica. Il risultato è che nel 2017 le fonti fossili sono salite al 59% del mix energetico mondiale, quando invece secondo l’Accordo di Parigi sul clima dovrebbero scendere al 40% entro il 2030. “Un tale declino negli investimenti globali per le rinnovabili e l’efficienza energetica è preoccupante. Questo può minacciare l’espansione delle energie pulite necessaria per raggiungere gli obiettivi di sicurezza energetica, clima e aria pulita. Avremmo bisogno che questo investimenti aumentassero rapidamente ed è deludente scoprire che potrebbero crollare quest’anno” ha affermato Fatih Birol, direttore esecutivo della Iea.