Premio Masi: un ponte tra culture, oltre l’arte del vino

Un premio per esaltare la civiltà veneta a livello internazionale; uno a chi ha saputo diffondere un messaggio di cultura e solidarietà tra popoli; un terzo dedicato a una delle personalità più rappresentative della vitivinicoltura, che ha saputo promuovere l’antica cultura della vite e del vino. Tutto questo è il Premio Masi, riconoscimento promosso dall’omonima Fondazione che fa capo alla celebre casa vitivinicola, famosa in tutto il mondo per il suo Amarone. Come da tradizione, la 38esima edizione del premio – la cui cerimonia di premiazione si è svolta sabato 28 settembre nella sede di Masi Agricola (Gargagnago di Valpolicella, Vr) – ha puntato i riflettori su cinque interpreti di una forte identità culturale e delle virtù fondanti di una civiltà che guarda al futuro. Cinque personalità che si aggiungono a un’élite di grandi nomi, premiati nelle precedenti edizioni, tra i quali ricordiamo Luciano Benetton, Ottavio Missoni, Ettore Sottsass, Milo Manara, Massimiliano Alajmo, Carlo Rovelli, Gianni Berengo Gardin e Hugo Pratt.

Premio Masi 2019: i vincitori della 38esima edizione 

Tre i riconoscimenti della Fondazione: il premio Civiltà veneta, dedicato a chi ha saputo con la propria opera promuovere e valorizzare le capacità della gente di questa terra, facendosi portatore dei valori fondamentali del territorio; il premio internazionale Civiltà del vino, dedicato alle personalità più rappresentative del settore, che hanno contribuito a esaltare l’antica cultura della vite e del vino; e un premio internazionale Grosso d’Oro, riservato a coloro che hanno contribuito a diffondere un messaggio di cultura nel mondo. Quest’ultimo riconoscimento è stato assegnato all’intellettuale francese Alain Finkielkraut, uno dei massimi filosofi contemporanei, che con le sue opere viene riconosciuto “simbolo di libertà di espressione e di civile convivenza”. All’attore Roberto Citran, all’imprenditore Piero Luxardo e al celebre sondaggista Nando Pagnoncelli vanno, invece, i riconoscimenti Civiltà Veneta. Il premio Civiltà del vino è assegnato quest’anno alla prima asiatica a conseguire il titolo di Master of Wine: si tratta della coreana Jeanne Cho Lee, tra i più influenti citrici e consulenti di vino a livello internazionale.