“Cara” Olimpiade, quanto costi? Le spese superano sempre i ricavi

Altro che ricavi e visibilità. Ospitare un Olimpiade - invernale o estiva fa poca differenza – è un costo prima che un guadagno. Ecco perché nelle ultime edizioni diverse città hanno fatto dietrofront ritirandosi dalla corsa all’assegnazione. Ed ecco perché la candidatura del tandem Milano-Cortina per le Olimpiadi del 2026 fa storcere il naso a molti. Ma quali sono esattamente le spese che deve affrontare la sede che ospita questa manifestazione? La risposta è in uno studio condotto dalla Saïd Business School dell’Università di Oxford, che ha analizzato i costi delle Olimpiadi fino al 2016. Fra spese operative (che includono tecnologia, trasporti, manodopera, gestione sicurezza, ristorazione, cerimonie e servizi medici), spese dirette che incidono sulla città e sul Paese organizzatore e spese per servizi televisivi e centro stampa, l’operazione comporta mediamente un esborso di 5,2 miliardi di dollari per i Giochi estivi e di 3,1 miliardi per quelli invernali.

Le spese per un’Olimpiade superano sempre i budget iniziali

Fino a oggi l’Olimpiade estiva più cara è stata quella di Londra 2012, che ha raggiunto la cifra record di 15 miliardi di dollari. In seconda posizione, a grande distanza, Barcellona ’92, costata 9,7 miliardi. Seguono Pechino 2008, a quota 6,8 miliardi, Mosca 1980, a quota 6,3 miliardi, e Rio 2016, che è stata relativamente economica con i suoi 4,5 miliardi di dollari. La più parsimoniosa di tutte, però, è stata Tokyo ’64: è costata “solo” 282 milioni di dollari.
Molto più alte le cifre dei Giochi invernali. Il record spetta a Sochi 2014, che ha richiesto investimenti per ben 21,9 miliardi di dollari. L’edizione 2018 in Corea, invece, è costata 13 miliardi. La meno cara è stata Innsbruck ’64: solo 22 milioni.
Certo, fra aumento di presenze nelle città, guadagni collaterali, visibilità e pubblicità, per le città sedi di un’Olimpiade non mancano i ricavi. Ma gli esborsi sembrano comunque essere sempre superiori. A pesare è soprattutto lo sforamento rispetto ai budget stanziati. Per esempio, Sochi 2016 ha superato i fondi previsti del 289%, Londra del 76%, Rio del 50% e Pyongchang 2018 di quasi il doppio, causando grandi problemi all’amministrazione delle rispettive finanze pubbliche.