Paul Allen e Bill Gates quando fondarono Microsoft © Doug Wilson/CORBIS/Corbis via Getty Images

Alla fine il tumore l'ha sconfitto. Paul Allen, co-fondatore di Microsoft, si è spento ieri a 65 anni dopo una vita passata a combattere contro i linfomi, ogni volta apparentemente sconfitti e poi tornati nuovamente a tormentarlo.

Informatico, tra i padri fondatori di Internet, già nel 1982 Allen dovette lasciare per colpa della malattia il ruolo di amministratore delegato dell'azienda che aveva contribuito a far nascere.
Un addio che non l'ha però privato di un ricco conto in banca, grazie alla scelta di tenere per sé tutto il suo pacchetto di azioni Microsoft, che non volle vendere al collega Bill Gates. Energico e visionario, molti si chiedono quanto altro avrebbe potuto inventare se fosse rimasto in azienda. Lui però non si è mai arreso alla malattia e ha sempre sfruttato la sua ricchezza per finanziare attività filantropiche, iniziative per la conservazione dell'ambiente, ma anche avventure negli abissi oceanici e lussi personali. Nel 2004 aveva anche elargito fondi per la SpaceShipOne, la prima navicella spaziale costruita da privati a uscire dall'atmosfera terrestre. E poi l'acquisto della squadra Nba dei Portland Trail Blazers e quella di football americano dei Seattle SeaHawks, senza dimenticare la successiva passione per il calcio e l'ingresso, come numero uno, nell'azionariato dei Seattle Sounders.

L'ultima battaglia contro la malattia è iniziata poi nel 2009, quando scoprì che il tumore era tornato sotto forma di linfoma non-Hodgkin. Una battaglia durata quasi dieci anni e conclusasi ieri nel modo peggiore. In eredità lascia la Vulcan Inc, conglomerata in cui si mescolano tutti i suoi interessi e attività, dalla filantropia alla ricerca.