In Italia esiste un’enorme banca dati anti-evasione. Ma non viene usata

L’evasione fiscale continua a rappresentare un grave problema per l’Italia. Eppure, esistono degli strumenti che potrebbero aiutare ad affrontarlo con maggiore incisività. Peccato che non vengano usati. A partire dall’Anagrafe dei rapporti finanziari, la banca dati custodita dalla Sogei, la società che gestisce l’informatica per il Fisco, che contiene una mole impressionante di dati riguardanti complessivamente: 75 milioni di conti correnti, 115 milioni di carte di credito, 21 milioni di gestioni patrimoniali, 1,8 milioni di prodotti finanziari amministrati dalle assicurazioni. A questi vanno aggiunti 124 milioni di segnalazioni che indicano chi incassa un assegno circolare o cambia un assegno. Se questi dati venissero analizzati e usati per profilare i cittadini con indicatori di rischio individuale di evasione si potrebbero identificare con facilità le situazioni più critiche. La conferma arriva anche dalla Corte dei Conti, secondo cui c’è un “chiaro sottoutilizzo dello strumento per finalità tributarie e di lotta all’evasione da parte dell’Agenzia delle entrate”. Perché? Semplice: perché nessun governo si è mai realmente impegnato per identificare e punire gli evasori. E, infatti, nel 2017, sui 669 milioni di rapporti a disposizione, l’Agenzia ha compiuto solo 1.601 accessi e la Guardia di Finanza poco più di 82 mila.