Gdpr: solo il 48% delle aziende italiane è conforme al nuovo regolamento Gdpr: in Italia, impreparata più della metà delle imprese

Il 25 maggio è entrato ufficialmente in vigore il regolamento generale sulla protezione dei dati (Gdpr). È già da diversi mesi, però, che le aziende sono a conoscenza delle implicazioni che la piena applicazione delle norme comunitarie in materia di privacy avrebbe generato. Nonostante ciò, solo una minoranza è arrivata preparata all’appuntamento. Perlomeno in Italia. Secondo un rapporto di Capgemini elaborato in questi ultimi giorni di adeguamento, infatti, solo il 48% delle nostre imprese si dichiara ampiamente o completamente conforme. Eppure, quasi un terzo delle società si concentra proprio sulla conformità: si preoccupa cioè di rispettare le disposizioni del regolamento più che ottenere un effettivo vantaggio competitivo. Del resto, pochi hanno visto l’approvazione della nuova legge non esclusivamente come un obbligo, bensì come un’opportunità. Non va comunque molto meglio nel resto d’Europa. In Gran Bretagna, la percentuale sale appena al 55% e in Spagna al 54%, seguono la Germania (51%) e i Paesi Bassi (51%).

Il Gdpr e gli italiani

Le aziende non sono gli unici attori in gioco a essere impreparati sul fronte della privacy. Nemmeno i cittadini sembrano aver colto l’importanza del nuovo Gdpr. Una ricerca della Commissione europea rivela che solo il 31% degli italiani ha sentito parlare di un’autorità pubblica deputata alla protezione dei diritti dei cittadini in materia di dati personali, contro una media europea del 37%. Inoltre, appena il 37% degli intervistati si rivolgerebbe al garante in caso di necessità: la maggior parte dei cittadini, il 46%, opterebbe per il tribunale. Eppure, quasi otto italiani su 10 ritengono di non avere il controllo completo dei propri dati personali e il 60% non si fida delle aziende che operano online.