Brexit, nuovi requisiti per chi vuole lavorare a Londra

© Pixabay

Siete giovani, senza una grande esperienza lavorativa alle spalle e avete intenzione di partire per Londra? Allora fatelo entro la fine del 2020. Le nuove regole per l’immigrazione nel Regno Unito stilate dal governo di Boris Johnson, prevedono, infatti, che dall’1 gennaio 2021 potrà entrare in Inghilterra solo chi ha già ricevuto un’offerta di lavoro e sa parlare inglese, indipendentemente dal fatto che sia cittadino dell’Unione Europea o sia extra UE. Da quella data, dunque, non si potrà più emigrare con la speranza di imparare la lingua mantenendosi con lavori umili e saltuari. E chi ha già una specializzazione e un percorso di studi avviato? Johnson ha elaborato un sistema a punti, denominato global talent scheme, che servirà per stabilire chi ha diritto a un permesso di soggiorno per motivi lavorativi e chi no. Per ottenere il via libera si dovranno avere 70 punti, di cui 50 forniti da tre requisiti necessari e obbligatori: conoscenza della lingua, presenza di un’offerta di lavoro, competenze lavorative dimostrabili e appropriate rispetto al settore. Per quanto riguarda gli altri punti, ci sono diverse possibilità: per esempio, chi possiede un dottorato legato al proprio ambito lavorativo guadagna 10 punti, mentre chi ha competenze in un settore dove c’è carenza di personale 20.

Sono previsti punti anche per i professionisti con un buon salario e un’alta specializzazione: se si superano le 25.600 sterline annue di retribuzione si ottengono 20 punti, se si guadagna meno di 23.039 sterline non si ha diritto ad alcun punto. Inoltre, non si accettano lavoratori specializzati in professioni in cui alta è la richiesta, come gli infermieri. Gli studenti saranno ancora accettati, purché dimostrino di saper parlare inglese, di avere un posto in una scuola e di possedere una copertura finanziaria per il viaggio. L’obiettivo è attirare solo i migliori talenti al mondo.