Aziende: ottimismo in calo a livello globale

Photo by Gregory Hayes on Unsplash

L'International Business Report (IBR) di Grant Thornton, ricerca effettuata a livello globale sui dirigenti di oltre 2500 imprese del mid-market, parla chiaro: i primi sei mesi di quest'anno hanno fatto registare un significativo calo dell'ottimismo da parte delle aziende (da 39% a 32%) per quel che riguarda le aspettative economiche per i prossimi 12 mesi. Le attese su fatturato, redditività e occupazione sono scese infatti ai livelli del 2016.
L'incertezza economica rimane molto elevata e quasi la metà delle imprese (46%) la identifica come un vincolo per la propria crescita, così come tra i fattori più limitanti per l'espansione internazionale, per il  25% delle imprese, c’è l’attuale politica delle tariffe commerciali (dazi). A incidere negativamente sugli outlook ci sono poi, più in generale, la fragilità dei mercati finanziari e l’aumento dei prezzi energetici, come quello del  petrolio cresciuto di un terzo nel 2019. In questo quadro, le imprese preferiscono investire nella qualità dei prodotti e dei servizi piuttosto che dimensionalmente. Il 45% delle aziende globali prevede infatti di aumentare le spese in R&S nei prossimi 12 mesi. E l'aumento atteso degli investimenti in ricerca e sviluppo a livello globale è del +36%, il livello più alto mai registrato dal 2010.

La situazione in Italia e in Europa

Andando più nel dettaglio “geografico”, nonostante rimanga molto limitato, in Europa l'ottimismo ha tenuto meglio rispetto alla media mondiale, scendendo lievemente al 26% nel primo semestre del 2019 dal 28% registrato nella seconda parte dell’anno scorso. Il Vecchio continente rimane ostacolato dal protrarsi della stretta del mercato del lavoro. Il 43% delle imprese dell'UE identifica la mancanza di lavoratori qualificati come un vincolo alla crescita, un dato costantemente salito dal 2016, quando eral al 19%, a oggi. Questa tendenza è più evidente nell'Europa sviluppata. 
Venendo all’Italia, il 36% delle aziende del nostro Paese si dimostra ottimista sulla crescita del mercato nei prossimi 12 mesi. Nel prossimo anno il 50% delle aziende italiane aumenterà il proprio budget di spesa per investimenti in R&S, mentre solo il 6% delle aziende intervistate sostiene al contrario che le diminuirà. Sempre in termini di investimenti, quelli in tecnologia fanno segnare un costante incremento; pensano infatti di incrementarle il 52% delle nostre imprese, con un significativo miglioramento rispetto al 37% registrato nel 2018. Un buon segnale in prospettiva considerando che nel 2019 l’Italia si trova “solo” al 52esimo posto su scala mondiale per investimenti tecnologici.