Contro la violenza contro le donne

Il 25 novembre ricorre la Giornata contro la violenza contro le donne, ufficialmente denominata Giornata internazionale per l’eliminazione  della violenza contro le donne. Si tratta di una delle tante giornata speciali stabilite dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Ce ne sono di ogni tipo, quasi tutte decisamente inutili. Non questa, però. Perché quello della violenza contro le donne è un problema drammatico, che non è stato ancora risolto, purtroppo.

Il 25 novembre: perché è stata scelta questa data

Per quanto il tema andrebbe discusso e ricordato ogni giorno, quello della giornata internazionale è un espediente che serve a creare attenzione mediatica e a far in modo che attorno a quel giorno si coagulino sforzi e attività che diano frutti nel resto dell’anno.

La data non è stata scelta a caso. Fu proposta originariamente nel 1981, nel corso dell’Incontro femminista latino-americano che si tenne nel marzo di quell’anno a Bogotà. Anche allora, c’era un motivo dietro questa scelta. In quel giorno, infatti, 21 anni prima, tre donne vennero brutalmente assassinate da uomini dei servizi di sicurezza del generale Rafael Leònidas Trujillo, il dittatore che governava la Repubblica Dominicana con il terrore.

La storia delle sorelle Mirabal

Le tre sorelle Patria, Minerva e Maria Teresa aderirono al movimento clandestino 14 di Giugno il cui obiettivo era quello di rovesciare la sanguinaria dittatura di Trujillo,  il quale – una volta scoperta l’esistenza dell’organizzazione – diede carta bianca al famigerato Sim, la polizia segreta, che scatenò una spietata caccia all’uomo contro tutti gli aderenti, reali o solo sospettati.

Il 25 novembre del 1960 le tre donne furono intercettate mentre si recavano in auto, accompagnate dal loro autista, a un appuntamento con i loro mariti in un luogo segreto. Gli occupanti furono fatti scendere dal mezzo e uccisi a bastonate. Minerva e Maria Teresa usavano il nome in codice di Mariposas, farfalle.

A loro è sopravvissuta un’altra sorella, Belgica Adele MIraval-Reyes, la secondogenita, morta nel 2015. Il loro assassinio, che nelle intenzioni del generale, era un messaggio che avrebbe dovuto placare qualsiasi velleità rivoluzionaria servì invece a scuotere molte coscienze. Trujillo sarebbe stato assassinato l’anno successivo.