Figa & Fatturato: intervista al Milanese Imbruttito

Arriva, un po’ in ritardo (altro che «un milanese non è mai né in anticipo, né in ritardo… è già lì»), anche se ha avuto l’accortez­za di avvertire. Eppure, la redazione – sui Navigli – ricadrebbe sul­la carta nel suo territorio d’elezione... Nella nostra casa editrice la voce della sua visita si era sparsa da giorni e saranno in diver­si a mettersi in fila per chiedergli dei selfie, ai quali lui non solo si presta, ma si offre addirittura di girare un video per motivare gli amici di calcetto di un collega: «Allora… che cazzo fate negli spo­gliatoi? Andate in giro a caccia di figa!!!». Germano Lanzoni, già stand up comedian, speaker, attore, docente & formatore, autore, consulente e produttore, dal 2014 è diventato in arte anche il Mi­lanese Imbruttito, una quarantina di video pensati dall’omonimo collettivo (Tommaso Pozza, Marco De Crescenzo e Federico Mari­sio) in collaborazione con il Terzo segreto di satira.

Un fenomeno molto lombardo (ma non solo) sfuggito di mano a tre “giargiane­si” (per chi non fosse aduso al contesto, si tratta di persone nate oltre la “circonvalla” meneghina) che dopo una sbornia decidono di divertirsi a prendere in giro gli atteggiamenti dei loro colleghi, finendo col dare vita sul web a quel che definiscono letteralmen­te «uno studio antropologico-ironico del personaggio milanese per ironizzare sullo sbattimento metropolitano e sui personaggi business-oriented-h24-workaholic che popolano la città». Nasco­no così meme e tormentoni diventati leggendari in rete ed entra­ti nel linguaggio comune entro la cerchia dei Bastioni, da “il mon­do non è dei giusti, ma dei ricchi” a “stai sereno” e “chi va piano non è di Milano”, passando da “il lago è il mare dei poveri”, “Asap: assumo solo assistenti pirla”, “Atm: arrivi tardi minchione”, mez­zi pubblici altrimenti definiti “sposta poveri”, ma soprattutto e su tutti “Taac!” (intercalare che inserisce per sugellare un’afferma­zione) e l’imperativo categorico “Figa & fatturato”, perché «a Mila­no figa non è una parolaccia, ma una preghiera laica». Il risultato è un personaggio tra la caricatura e la satira, un po’ cinico e un po’ frescone, che racchiude – ingigantiti e portati agli estremi – mol­ti tic del businessman Made in Milan.

Germano-Lanzoni-Milanese Imbruttito

Lanzoni ci mette di suo la faccia, la voce (che, guarda caso, è la stessa dello speaker ufficia­le del Milan) e il mestiere costruito prima presso la scuola di reci­tazione Arsenale di Milano, e via via nei locali off del capoluogo lombardo, in eventi aziendali e nelle scuole e università, nonché la sua ferrea personale convinzione di vivere in una delle più bel­le città del mondo. Dopo di che, dismessa la maschera dell’Im­bruttito (che tra una battuta e l’altra sguscerà inavvertitamente), si siede con noi e inizia a raccontarci di come si sia messo a servi­zio del progetto: «Mi fido delle competenze. Non guardo mai un cut, sta a Federico, Marco e Tommaso decidere. Tendenzialmente ognuno di noi ha una percezione sbagliata della propria poten­zialità, quindi mi affido alle loro valutazioni. Tutto il progetto, e in parte anche la mia vita, si snoda lungo un asset di competenza. Credo che il Milanese Imbruttito sia un caso di successo perché è frutto di una sequenza di competenze straordinarie, un succes­so fatto di talento e fiducia in cui è primaria la valorizzazione della persona oltre che dell’artista. Detto questo, di solito quando vedo per la prima volta un video, il mio ego si concentra soprattutto su quante volte mi hanno inquadrato la piazza che ho in testa»...

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L'intervista continua sul numero di Business People ottobre

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