Andrea Tomat, Fondazione Il Campiello

Andrea Tomat, presidente della Fondazione Il Campiello con i cinque libri in finale e il Premio Campiello Opera Prima

«Se non investiamo sistematicamente nel patrimonio letterario e culturale non ci sarà alcuno sviluppo per noi, né per l'Europa». Così Massimo Cacciari, presidente quest’anno della giuria dei Letterati del Premio Campiello , ha introdotto la cinquina 2012, i cinque scrittori che si contendono l’edizione numero 50 del Premio letterario degli industriali veneti. Quest’anno la giuria ha concentrato l’attenzione su una rosa di 64 libri, tra i 206 romanzi pervenuti alla segreteria del Premio. Allineato fin da subito il giudizio dei letterati tanto che ci sono volute solo due votazioni per arrivare alla scelta della cinquina finalista. Al primo giro di voto sono stati selezionati: con 8 preferenze Carmine Abate per il romanzo “La collina del vento ” (Mondadori), con 7 voti Francesca Melandri per il romanzo “Più alto del mare ” (Rizzoli), con 7 voti Marco Missiroli per “Il senso dell’elefante ” (Guanda), con 6 voti Giovanni Montanaro per “Tutti i colori del mondo ” (Feltrinelli). Al secondo giro, dove ciascun giurato poteva esprimere una sola preferenza, con 6 voti è entrato Marcello Fois con il romanzo “Nel tempo di mezzo ” (Einaudi).

Spetta ora alla giuria dei Trecento lettori, i cui nomi si conosceranno solo sabato 1 settembre, data della cerimonia di premiazione del Premio Campiello 2012, la scelta del vincitore. Già assegnato invece il riconoscimento Premio Campiello Opera Prima al libro di esordio “Il trono vuoto ” di Roberto Andò con la seguente motivazione: «Un’opera prima, ma già fortemente matura. È un magnifico apologo scespiriano sulla malinconia del potere. Il romanzo procede con sicurezza e apparente leggerezza; e grazie anche a un ritmo ben concertato, accerchia il potere nei suoi aspetti più inquietanti».

«Quest’anno celebriamo un edizione importante, che cade in un momento difficile per l’economia e che ci rende se possibile ancora più orgogliosi – ha dichiarato il Presidente della Fondazione Il Campiello, Andrea Tomat. Il Premio Campiello è un’iniziativa nata quasi per scommessa cinquant’anni fa e il grande prestigio e l’autorevolezza che ha conquistato in questi anni sono la testimonianza che questa scommessa è stata vinta».