“Picasso. Metamorfosi”, a Milano la mostra da vedere questo autunno

Il bacio , 1969 olio su tela, 97x130 cm - Paris, Musée National Picasso © Succession Picasso, by SIAE 2018

Picasso arriva a Palazzo Reale di Milano, ed è subi­to sold out. Non sarebbe la prima volta: il debutto del genio cubista sotto la Madon­nina risale al ’53. Milano era una città con le ossa rotte dalla guerra e l’artista, por­tando la sua Guernica nella Sala della Ca­riatidi, costruì un evento che restò nella storia (e negli archivi fotografici della Ma­gnum). Cinque decenni dopo, l’antologi­ca del 2001 e poi la “mostra dei record” (558 mila presenze) del 2012. Aspettative elevate  dunque per questa Picasso. Me­tamorfosi   (dal 18 ottobre al 17 febbraio: prenotazioni già aperte), prodotta dal Co­mune di Milano e da MondoMostreSkira: sarà all’altezza delle precedenti? Di certo, sarà l’evento culturale del prossimo au­tunno, complice la scelta, come curatrice dell’esposizione, dell’esperta Pascale Pi­card, direttrice dei Musei civici di Avigno­ne: in collaborazione con il Musée Picas­so di Parigi, Picard ha disegnato un’ampia rassegna incentrata su un tema non scon­tato, quello del rapporto tra il maestro spagnolo e l’antichità.

Pablo Picasso Nudo sdraiato

Pablo Picasso Nudo sdraiato, 1932 olio su tela, 130x161,7 cm Paris, Musée National Picasso © RMN-Grand Palais (Musée national Picasso-Paris) /Adrien Didierjean/ dist. Alinari

L’allestimento si preannuncia interessante: duecento opere di Pablo Picas­so saranno a confronto con pezzi arche­ologici provenienti dal Louvre, dai Musei Vaticani, dall’Archeologico di Napoli. «Un faccia a faccia tra Picasso e l’antichità, per vedere quanto l’artista sia stato influenza­to dall’arte passata, declinando la mitolo­gia in modo nuovo», ha detto la curatrice. Il pittore di Malaga che avrebbe con il suo estro rivoluzionato la storia dell’arte con lo stile cubista era solito andar per musei già da ragazzino, stimolato dal padre, do­cente di arte ellenistica. Da adulto, coltivò la passione – specie nei soggiorni a Parigi e nei viaggi in Italia – e divenne collezioni­sta: amava l’antica arte greca, quella etru­sca e quella iberica. Dai vasi greci prese l’ossessione, poi riportata su tela, per le figure geometriche e per la struttura dei corpi che portò alle celeberrime Demoi­selles d’Avignon  del 1907, di cui in mostra vedremo una ricca selezione di studi di nudi realizzati a matita. Dell’antico Picas­so è bravo a sfruttare l’alfabeto composi­tivo, con una predilezione per le creature ibride (il Fauno, il Minotauro, i Centauri): un’apposita sezione della mostra sarà de­dicata al mito di Arianna, declinato nella rappresentazione di odalische, di battaglie, di cortei bacchici. Tra dipinti, scultu­re e ceramiche, un’altra sezione è dedi­cata alle illustrazioni delle Metamorfosi di Ovidio, con acqueforti del ’31 pubbli­cate da Albert Skira. Questo percorso tra le “fonti visive” di Picasso dimostra quan­to la rivoluzione cubista abbia solide (anzi antiche) radici.