Napoli guida il cambiamento

Gli ecosistemi marini di tutto il mondo sono vittime di grave inquinamento da rifiuti di ogni genere: plastica, rottami, mercurio e altri metalli pesanti... fino ai veleni rilasciati da migliaia di bombe inesplose nelle zone di guerra, che giungono a noi propagandosi attraverso le catene alimentari. Qui un gobbio giallo (Gobiodon okinawae) scruta attraverso la finestra della sua casa-lattina (Penisola di Izu, Honshu, Giappone). Foto © Brian J. Skerry

Il riscaldamento globale ha cause ed effetti tangibili, che hanno influito profondamente sul nostro Pianeta. Per approfondire l’incombente minaccia ambientale, portare più persone alla consapevolezza e invitarle all’azione il Museo Archeologico Nazionale di Napoli (Mann) ospita Capire il cambiamento climatico, un’esibizione esperienziale  in collaborazione con la National Geographic Society e curata da Luca Mercalli della Società Meterologica Italiana. Fino al prossimo 31 maggio 2020 i visitatori delle sale 92-93 del Mann saranno guidate attraverso un ambiente immersivo costituito da centinaia di immagini – tra scatti di grandi maestri della fotografia e filmati del National Geographic – e arricchito da esperienze olfattive e sensoriali.

 
Lago-Poopo © Mauricio Lima

Il lago Poopo, secondo per estensione in Bolivia dopo il Titicaca, si è prosciugato nel 2015 per cause anche legate alle attività umane: riscaldamento globale e riduzione dei ghiacciai andini che lo alimentavano, siccità prolungate e derivazione di acqua degli immissari per agricoltura e imprese minerarie. Migliaia di persone che abitavano le rive, soprattutto pescatori, sono state costrette a migrare. Il lago si è in parte ricostituito nel 2018 grazie a piogge straordinarie (foto Lago-Poopo © Mauricio Lima)