Il 21 aprile 2012 è una data importante e significativa per gli appassionati di musica, quelli “vecchia maniera”, ancorati all’idea di avere tra le mani un disco (meglio se in vinile) o comunque un supporto fisico, con tanto di copertina, immagini, e testi da consultare, in barba al download e al digitale che toglie il gusto del possesso all’appassionato. Il 21 aprile è infatti il Record Store Day, giornata dell’orgoglio del negozio di dischi. Un luogo celebrato dai libri (come quelli di Nick Hornby) o dal cinema (chi ha visto Posti in piedi in Paradiso di Carlo Verdone ne sa qualcosa... ) e sempre ben fisso nell’immaginario collettivo. A ideare questa giornata fu nel 2007 Chris Brown, un impiegato di un negozio indipendente di dischi che volle in qualche modo celebrare gli oltre 700 negozi di dischi indipendenti negli Usa e le centinaia di negozi indipendenti in tutto il mondo. Oggi questa idea è diventata l’occasione per organizzare il terzo sabato di aprile di ogni anno manifestazioni, presentazioni e concerti per rivendicare la centralità del record store.

Facciamo fatica a pensare a città senza negozi dischi; pensiamo ad autentici “templi” come Amoeba in Usa, Rough Trade a Londra, Vopo Records a Berlino e, perché no, a Buscemi a Milano e Carù a Gallarate (Va). Certamente la distribuzione liquida ha imposto e imporrà sempre di più le proprie regole. Ma il negozio di dischi ha e merita ancora di avere un proprio ruolo, e una sua visibilità. Più andiamo avanti più il negoziante di dischi indipendente diventa un super specializzato, un vero cultore in grado di soddisfare anche le richieste più improbabili da parte di una clientela che, pur diminuendo, rimane sempre agguerrita ed esigente. Il Record Store Day 2012 ha raccolto adesioni numerose in tutto il Globo (il padrino della manifestazione quest’anno è Iggy Pop), mentre in Italia il videomaker Paolo Campana ha realizzato il film ufficiale della manifestazione, un video documentario di 75 minuti dal titolo “Vinylmania - When Life Runs at 33 Revolutions Per Minute”.

Che dire, lunga vita al negozio di dischi!