Marco Bellocchio

Marco Bellocchio

Il regista Marco Bellocchio ha esternato la sua delusione per i mancati premi al suo film Bella addormentata e per le considerazioni di alcuni giurati sulla presunta autoreferenzialità dei film italiani: «È un giudizio idiota» ha dichiarato il regista alle agenzie di stampa, «di queste imbecillità ne ho piene le scatole. Da un giurato mi aspetterei altro, che faccia la fatica di spiegare le ragioni perché un film non gli è piaciuto. Il mio dubbio è che chi dice queste cose viene da una cultura che parla inglese, poco sensibile alle sfumature di altri linguaggi. Chi viene da Oltreoceano talora ha difficoltà a capire qualcosa dell'Italia, che cosa davvero succede da noi, quale siano le forze politiche in gioco, la nostra tradizione cattolica, il peso del Vaticano. O forse non gli interessa neanche. Per questo spara obiezioni superficiali con la supponenza di chi si considera padrone del mondo. A chi parla di autoreferenzialità – continua il regista italiano – vorrei chiedere: ma tu che cosa hai capito del mio film? Che difatti è conteso da tutti i grandi festival internazionali. Tra pochi giorni lo porterò a Toronto, poi a New York, Rio, Mosca, Tokyo, Telluride... Se in così tanti sono interessati ci sarà pure una ragione. Inoltre anche la stampa straniera, da Variety a Le Monde , ne ha parlato benissimo. Evidentemente anche all'estero è stato capito e apprezzato”. Tutti i premiati al Festival di Venezia
Ma Bellocchio accetta comunque il verdetto finale: “La giuria ha giudicato secondo una sua idea di bellezza: i film premiati erano i più belli. Basta. Ma non ci vengano a dare lezioni su che cosa gli italiani dovrebbero raccontare al cinema”. Una cosa sembra certa: l’autore non sembra disposto a tornare a gareggiare in un festival: «Vista la mia età, a Venezia sarei andato volentieri fuori concorso. Poi ho pensato che un film è un'opera collettiva e sarebbe stato ingiusto penalizzare gli altri. La verità? Ho partecipato alla competizione e sono stato sconfitto. Ho comunque preso una decisione: non parteciperò mai più a un festival. Questo è stato l'ultimo della mia carriera».